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Il giornalista di Amalfi Sigismondo Nastri rivolge un commosso pensiero all’ex sindaco di Furore Raffaele Ferraioli

Il giornalista di Amalfi Sigismondo Nastri dedica un commosso ricordo all’ex sindaco di Furore Raffaele Ferraioli scomparso nella giornata di ieri: «Facebook mi ripropone un breve scambio di battute tra Raffaele Ferraioli e me, datato 27 dicembre scorso. Riferito alla lingua napoletana, della quale egli era un cultore, come lo sono io: della lingua, dei modi di dire, delle antiche filastrocche, ninna-nanne, alle quali aveva dedicato pure un libro. Mi dispiace di non aver fatto in tempo a portargli il calendario – battezzato ‘Nguacchio22 – realizzato (ahimè, con notevole ritardo, dovuto alla mia indisponibilità nella seconda metà di dicembre, per problemi di salute), d’intesa con gli amici comuni Alessandro de Sio e Bruna Pallante. Sono certo che gli sarebbe piaciuto. Ne avremmo tratto spunto per una bella chiacchierata, come al solito. Perché Raffaele era un amabile conversatore: brillante, documentato, propositivo. Era sempre un piacere intrattenersi con lui: ancora di più quando la discussione dalle cose futili si spostava sui problemi del territorio, delle aree collinari in modo particolare. Alla preparazione, alla competenza indiscussa e indiscutibile Raffaele associava l’entusiasmo per portarli avanti.
Sono stato da sempre un suo grande estimatore, oltre che amico. Ne ho seguito a lungo, come cronista, l’attività di amministratore (consigliere comunale nel 1965, poi assessore; sindaco dal 1980, carica tenuta per 39 anni) e di presidente della Comunità Montana (dal 1995 al 2008), l’ho ammirato per tutte le cose importanti, che ha fatto. Per quelle, soprattutto, che hanno cambiato il volto di Furore, hanno consegnato ai cittadini l’orgoglio di abitare un paese vivo, dinamico, attrezzato per vincere la sfida del nuovo millennio. Ho un ricordo ancora nitido di quando Raffaele fu eletto sindaco la prima volta. Di quel che era allora Furore: senza una identità, solo una successione di case sparse lungo la montagna che da Agerola precipita a mare. L’espressione “il paese che non c’è” lo rappresentava in modo perfetto.
Oggi il paese c’è, fresco, pulito, bello, ordinato. Tutte le sue peculiarità, paesaggistico-ambientali, agricole, produttive hanno trovato – grazie all’intelligenza, all’impegno determinato di Raffaele – giusta valorizzazione. Come pure la vocazione turistica, esaltata dalla bellezza del fiordo, degli straordinari emozionanti “affacci” sul mare, dalla cucina eccellente, dall’ottimo vino, dal culto dell’ospitalità della gente.
Una scheda biografica riferisce che l’impegno politico di Ferraioli ha avuto orizzonti molto vasti: ha promosso i Patti Territoriali della Costa d’Amalfi, è stato primo firmatario dell’istanza per il riconoscimento della Costiera quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità (UNESCO). Ha promosso la Doc dei vini e la Dop dei limoni. E’ stato anche socio fondatore e vicepresidente del club dei Borghi più Belli d’Italia e dell’Associazione Italiana dei Paesi Dipinti e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania. Ha anche ricoperto la carica di vice presidente del distretto sanitario di Amalfi, al tempo della vecchia Usl.
Raffaele Ferraioli ci mancherà. Mancherà alla Costiera come guida, esempio, modello di amministratore. Condivido la definizione datagli dal preside Francesco Criscuolo in un articolo sul Vescovado del 20 giugno 2015: “campione di strategia politica lungimirante”, dato che egli “ha calcato la scena politico-amministrativa da autentico protagonista, aperto a continue istanze di rinnovamento sulla base di un’ampiezza e chiarezza di visione, con cui ha avuto modo di proiettare la sua poliedrica azione al di là di augustie municipalistiche o di sterili appagamenti in un piatto presente”. Bisogna dunque riconoscere che Raffaele aveva una marcia in più, soprattutto perché ha saputo costantemente “ritrovare spinte economiche e sociali che si declinano nel futuro, ponendo in essere un’attitudine a vedere lontano, una facoltà telescopica, che è propria di un amministratore attento e lungimirante”.
Alla moglie, signora Erminia, ai figli, a tutti i familiari esprimo, con animo commosso, i sentimenti del mio profondo cordoglio».

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