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Centro per l’impiego di Sorrento: confermata per venerdì la manifestazione in piazza

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Centro per l’impiego di Sorrento: confermata per venerdì la manifestazione in piazza. Perché serve la mobilitazione dei lavoratori e di tutti i cittadini per garantire la continuità del servizio del centro per l’impiego a Sorrento (Sorrento, Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Massa Lubrense, Vico Equense, Capri, Anacapri)?

Nel corso dell’anno 2021 la popolazione tra i 15 ed i 64 anni è stata pari a circa 57.000 di cui 13.000 stagionali (23%) e 18.000 disoccupati (32%).

Le attività principali svolte per l’intero comprensorio sono state:

    • oltre 1.800 domande di iscrizione per il rimpatrio dei lavoratori marittimi;
    • oltre 1.600 domande di iscrizione per la disoccupazione per i braccianti agricoli;
    • circa 9.000 Naspi convalidate;
    • oltre 1.800 beneficiari del reddito di cittadinanza convocati;
    • circa 1.500 colloqui di orientamento lavorativo;
    • oltre 600 contratti di tirocini formativi;
    • collocamento mirato per le categorie protette;
    • programma Garanzia Giovani;
    • incontro domanda e offerta di lavoro.

Entro il 15 febbraio i Comuni interessati devono provvedere a presentare la manifestazione di interesse volta a mantenere e migliorare il lavoro del Centro per l’Impiego. L’ipotesi al vaglio dell’Assessorato Regionale al Lavoro, retto dall’Assessore Antonio Marchiello, è di prevedere come sede primaria la Città di Sorrento e come sedi secondarie (sportelli) il Comune di Vico Equense ed il Comune di Capri.

Il Coordinamento per il rilancio del Turismo, dopo il proficuo incontro all’Assessorato del Lavoro della Regione Campania avvenuto l’11 febbraio scorso, conferma la manifestazione del prossimo venerdì 18 febbraio alle ore 16.00 in piazza Tasso a Sorrento per sostenere e dare forza alle volontà emerse dalla discussione.

Per quanto, invece, concerne la mancanza di personale per il settore Turismo, serve ribadire che non si può addebitare all’erogazione del reddito di cittadinanza oppure alla mancanza di voglia di lavorare tale situazione, bensì occorre che gli imprenditori riconoscano la primaria necessità di garantire dignità ai lavoratori del comparto e, quindi, rendere appetibile la carriera nel settore turistico.

Si tratta di un forte cambiamento che riguarda l’intera filiera del turismo che, costretta dalla pandemia a restare chiusa in casa e poter uscire esclusivamente per determinate circostanze, ha riscoperto il tempo della vita.

La riapertura ha drammaticamente messo in discussione l’organizzazione del lavoro come conosciuto fino ad oggi. Periodi di lavoro ridotti, orari di lavoro maggiorati, paghe ridotte e una drastica riduzione dell’introito derivante dalle “mance” che, di fatto, concorrevano a determinare un reddito soddisfacente.

Tutto ciò ha comportato scelte tali da impoverire, nel Turismo, le competenze professionali perché la risorsa umana nel comparto è un attore fondamentale e caratterizzante dell’offerta e ne determina la qualità.

Proprio per questo, sulla questione “qualità dell’offerta”, bisogna realizzare un progetto straordinario di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale rivolto in maniera esclusiva ai lavoratori stagionali del turismo durante i tre mesi nei quali il lavoratore non percepisce né reddito né Naspi.

Per la realizzazione di questo progetto serve che il Comune diventi il soggetto trainante e con il coinvolgimento di tutte le categorie e parti sociali presenti sul territorio.

Il Coordinamento per il rilancio del Turismo

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