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Cava de’ Tirreni: Villa comunale maledetta, il sindaco non trova gestori

Cava de’ Tirreni: Villa comunale maledetta, il sindaco non trova gestori. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Resteranno ancora per molto tempo incustoditi e preda di vandali e incivili i viali e le aiuole della villa comunale “Falcone e Borsellino” di viale Crispi: la procedura di gara che il Comune aveva avviato mesi fa per affidare in gestione il parco ha avuto, infatti, esito negativo senza che nessun soggetto interessato presentasse richiesta di partecipazione. Una circostanza che il sindaco Vincenzo Servalli non si sarebbe certo aspettato quando, mesi fa, si stava lavorando al bando per affidare a terzi la gestione dell’area tramite la concessione di un chiosco per la somministrazione di cibi e bevande che sarebbe stato installato proprio al centro del parco. L’obiettivo della manifestazione di interesse era proprio individuare un soggetto privato che non solo provvedesse a installare e gestire il chiosco, ma al contempo si occupasse anche della manutenzione ordinaria della villa, con la pulizia dei viali e dei cestini dei rifiuti, la gestione dei bagni pubblici e l’apertura e chiusura dei cancelli. Il provvedimento era allo studio già da tempo e da almeno un paio d’anni in villa “Falcone e Borsellino” non c’era più il vecchio chiosco.

A fronte di ciò il primo cittadino aveva ben pensato (oltre al progetto poi bocciato dai cittadini di rimuovere le recinzioni che circondano l’area) di rivedere l’idea di gestione della villa proprio rispolverando, in maniera più articolata e soprattutto immaginando una direzione a ampio raggio del parco, la possibilità di ripristinare l’attività di ristoro. Un’esigenza, poi, che è diventata maggiormente necessaria proprio alla luce di frequenti atti vandalici ai danni della villa stessa e di alcuni episodi di inciviltà che si sono susseguiti proprio nelle ultime settimane. Diversi, infatti, i cittadini e i frequentatori abituali del parco che hanno postato sui social fotografie di panchine danneggiate, sedute in marmo fatte a pezzi e sparsi lungo i viali, gazebi e cestini divelti, aiuole e cespugli sommersi dai rifiuti. Si tratta dell’ennesima gara deserta che manda in fumo i piani di Palazzo di Città per recuperare e dare in gestione luoghi del territorio cittadino così da permetterne la riqualificazione. Quello della villa comunale “Falcone e Borsellino”, infatti, pare sia lo stesso destino riservato anche all’ex Cofima di via XXV Luglio.

I capannoni industriali che l’amministrazione dell’allora sindaco Marco Galdi acquistò all’asta fallimentare con l’idea di realizzare un polo ospedaliero, infatti, restano ancora invenduti. Ci si aspetta, ora, che – come per la Cofima, alla sua quarta messa in vendita – la manifestazione di interesse relativa alla villa comunale venga rinnovata. Come da bando la nuova concessione dovrebbe durare sei anni (con possibilità di rinnovo) e prevede un canone mensile di circa 350 euro. Gli affidatari potranno installare, a proprie spese, un chiosco e al contempo occupare un’altra area per posizionare tavolini e sedie. A questo, poi, si accompagnano una serie di attività che gli affidatari in gestione dovranno svolgere per garantire la pulizia e il decoro della villa. In particolare, come si legge nel bando, sono previste tra le altre cose la manutenzione ordinaria e straordinaria dei bagni, la pitturazione delle panchine e dei gazebo, da effettuare all’atto dell’installazione del chiosco, e da ripetersi con cadenza triennale, l’apertura e chiusura della villa, secondo gli orari che saranno indicati dal Servizio Patrimonio, lo svuotamento dei cestini presenti nella villa ed il conferimento dei rifiuti negli appositi contenitori.

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