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Cava de’ Tirreni: via libera al maxi risarcimento per Arianna

Cava de’ Tirreni: via libera al maxi risarcimento per Arianna. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Svolta definitiva nel caso di malasanità della giovane Arianna: il “Cardarelli” di Napoli e l’Asl di Salerno, dopo l’ultimatum della famiglia, si sono finalmente detti disponibili a formalizzare l’accordo propedeutico per il maxi risarcimento che è stato riconosciuto alla “bambina di legno” (oggi prossima alla maggiore età) rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente a pochi mesi dalla nascita a causa della somministrazione di un farmaco non adatto alla sua tenera età.

Nella giornata di ieri, infatti, l’Azienda sanitaria partenopea ha ribadito la sua disponibilità a formalizzare, una volta per tutte, l’atto transattivo al fine di definire tutti gli aspetti della triste vicenda che ha coinvolto Arianna, attraverso il pagamento in suo favore di un importo di oltre 3 milioni.

Le parti in causa, quindi, si sono messe d’accordo e hanno fissato un incontro – presso la Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli – per il prossimo 25 febbraio, alle 15.30 in occasione del quale si procederà alla sottoscrizione dell’atto di transazione i cui termini, in realtà, erano già stati ampiamente definiti in un precedente confronto tenutosi a novembre scorso.

La vicenda poi si era andata dilungando a causa di alcune contestazioni prima mosse e poi ritirate dall’Asl di Salerno che aveva condizionato la propria partecipazione al risarcimento solo se la famiglia avesse provveduto a coprire le spese legali e di consulenza che l’Azienda sanitaria aveva sostenuto durante il primo grado di giudizio. Una richiesta irricevibile dai coniugi Manzo tanto che la stessa Asl era poi ritornata sui propri passi.

Ora sembra che finalmente il lungo calvario si avvii verso una definitiva risoluzione. Le rassicurazioni sono arrivate anche a seguito dei solleciti che la scorsa settimana i genitori di Arianna, Eugenio Manzo e Matilde Memoli , avevano fatto pervenire attraverso l’avvocato Mario Cicchetti alle direzioni generali del “Cardarelli” e dell’Asl, i cui medici sono considerati corresponsabili dei gravi danni neurologici e fisici riscontrati in Arianna a seguito dei ricoveri, a tre mesi dalla nascita, prima all’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” (allora parte dell’Asl di Salerno) e poi al presidio napoletano. A confermarlo, infatti, è stata una perizia richiesta lo scorso anno dalla Corte di Appello di Salerno ad alcuni specialisti che hanno riesaminato tutti i faldoni della vicenda e recuperato le relazioni sulle procedure medico- sanitarie effettuate. All’esito del riscontro è emerso infatti che i gravi danni riportati da Arianna sono imputabili soprattutto ai sanitari del “Cardarelli” e, in minima parte, agli operatori del “Maria Incoronata dell’Olmo”. Da qui alla definizione dell’atto transattivo che permetterà alla giovane di ottenere quel risarcimento già stabilito durante il primo grado di giudizio, necessario per la somministrazione delle cure di cui necessita e senza le quali le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate negli ultimi anni. «All’incontro del 25 febbraio – spiega l’avvocato Cicchetti – saranno presenti tutte le parti processuali con i loro difensori. Ci auguriamo che possa intervenire anche il governatore Vincenzo De Luca , in considerazione del suo coinvolgimento in questa delicatissima vicenda». Fu proprio De Luca, infatti, a sollecitare lo scorso anno la formalizzazione dell’atto transattivo.

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