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Castellammare, l’uscita dal carcere di Carolei ex reggente del clan D’Alessandro

Castellammare di Stabia , l’uscita dal carcere di Carolei ex reggente del clan D’Alessandro riportata da  Dario Sautto su Il Mattino di Napoli
«Bentornato suocero dopo dodici anni finalmente tra di noi». Un breve video pubblicato sui social per immortalare l’uscita dal carcere dell’ex reggente del clan D’Alessandro, la sua prima videochiamata da cittadino libero e la canzone «Rispetto e libertà» del neomelodico Nello Amato a fare da colonna sonora in perfetto stile camorristico. Così in famiglia hanno festeggiato la scarcerazione per fine pena di Paolo Carolei, pregiudicato di Castellammare di Stabia, detenuto dal 2009 e per anni relegato al regime del 41-bis.
L’ALLARME
Il filmato, pubblicato ormai una settimana fa, ieri ha spinto il senatore Sandro Ruotolo a indirizzare un’interrogazione al ministro Lamorgese, chiedendo di «fare immediatamente chiarezza e offrire certezze alla comunità di Castellammare». Non è un boss qualunque Paolo Carolei, ma uno di quelli che l’Antimafia ritiene più impegnati nel reimpiego dei soldi del clan, con due fratelli Michele e Raffaele di recente condannati in primo grado per estorsione, mentre una cognata (moglie di un altro fratello) è consigliera comunale di maggioranza. Parentela, questa, che compare tra quelle ritenute «critiche» anche dalla Commissione d’accesso che ha indagato sul Comune per sei mesi, con la Prefettura di Napoli che propende per lo scioglimento del consiglio comunale, in virtù di una relazione ora al vaglio del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. «Abbiamo segnalato al ministro come nel Comune di Castellammare di Stabia vi continui a essere una forte presenza della criminalità organizzata afferma Ruotolo e cresca il bisogno di fare chiarezza. Una ulteriore sollecitazione dovuta alla notizia della recente scarcerazione del boss Paolo Carolei, esponente di spicco di uno dei clan egemoni a Castellammare».
Dall’inchiesta «Domino bis», che ha cristallizzato la situazione al 2017, quindi prima dell’elezione dell’attuale maggioranza di centrodestra, è emerso che il clan D’Alessandro fosse «protagonista non solo di omicidi, attentati, estorsioni, ma anche capace di esercitare un potere criminale tale da condizionare pezzi della pubblica amministrazione nell’assegnazione di appalti». Inoltre, Ruotolo ricorda che «una parente del boss ricopre la carica di consigliere comunale». A Ruotolo risponde il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Ruotolo dovrebbe spiegarci perché, da tre anni a questa parte, Castellammare rappresenta il suo pensiero fisso, ma questo è un altro discorso. Continua a spargere fango su una amministrazione attenta alla legalità e su un Ente virtuoso sotto ogni punto di vista».
RICICLAGGIO
Paolo Carolei fu coinvolto nell’inchiesta «Golden Gol» sul giro di riciclaggio di denaro della camorra nelle scommesse che, secondo l’Antimafia, era stato lui a ideare e guidare per conto del clan D’Alessandro. La sua figura, poi, aveva assunto maggiore carisma nella cosca anche grazie al matrimonio della figlia con Fabio Di Martino, figlio di Leonardo «’o lione», boss del clan Di Martino di Gragnano (anche lui prossimo alla scarcerazione per fine pena), una relazione che aveva sancito l’alleanza tra i due clan, in passato rivali. E proprio sui profili social di Fabio Di Martino è comparso il video che celebra l’uscita dal carcere del suocero Paolo Carolei

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