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Castellammare di Stabia: ex Meridbulloni, comune e sindacati firmano il protocollo

Castellammare di Stabia: ex Meridbulloni, comune e sindacati firmano il protocollo. Ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

«Promuovere l’inserimento occupazionale di tutti i dipendenti ex Meridbulloni fuoriusciti dal ciclo produttivo nell’ambito delle aree concesse». Nel protocollo di intesa firmato ieri tra il comune di Castellammare e le organizzazioni sindacali Fio-Cgil e Uilm-Uil, si legge tra le ultime righe l’obiettivo del documento che specifica la richiesta «di attivare corsi di formazione finalizzati a facilitare le imprese aggiudicatarie alla loro assunzione». Sono circa 40 gli operai che attualmente non hanno più un’occupazione fissa, circa 10 coloro che, un anno fa, decisero di licenziarsi dal gruppo Fontana che li avrebbe voluti a Torino, tutti gli altri dopo un’esperienza a Monfalcone hanno deciso di tornare a casa lasciando l’azienda di Alessandro Vescovini. Per tutti il sindacato aveva chiesto e ha ottenuto per ora dal Comune di legare il destino dell’area industriale dismessa al futuro delle tute blu. «Nel protocollo – fa sapere il sindaco stabiese Gaetano Cimmino – è stato manifestato a chiare lettere l’impegno costante dell’amministrazione, attraverso interventi istituzionali sui tavoli di crisi insieme alle organizzazioni sindacali territoriali e provinciali, per evitare la chiusura delle imprese e la salvaguardia dei posti di lavoro».

LA REGIONE La mossa dell’amministrazione da sola però servirà a poco se il documento non verrà adottato in Regione e questo i sindacati lo sanno bene. «È un primo passo – spiega Antonio Santorelli, Cgil – siamo pienamente soddisfatti ma ora il problema è la Regione dove bisogna ratificare il protocollo e allargare la partita ai corsi di formazione finalizzati all’acquisizione di nuove competenze per i lavoratori rispetto alle aree dismesse ma non solo». Secondo i sindacati il destino degli ex Meb potrebbe essere in Via De Gasperi ma non solo. «A Castellammare ci sono molti ragionamenti da aprire su aree dismesse come Avis e, perché no, le Terme – spiega Santorelli – e poi c’è l’area torrese. Quello che manca però è una visione strategica di insieme di Palazzo Santa Lucia, la politica deve decidere e ragionare sull’intera area. Non si vive solo di turismo: penso alle costa adriatica, con sviluppo estivo ma anche tanti opifici che garantiscono occupazione e sviluppo». La Cgil assieme alla Uil ha inviato già venti giorni fa la richiesta di un incontro all’assessore regionale al lavoro Antonio Marchiello, al governatore De Luca e per conoscenza al prefetto. Per ora tutto tace da Napol. «Bisogna ragionare e avviare prospettive per l’area torrese e stabiese – conclude Santorelli – altrimenti sarà la camorra a occupare gli spazi vuoti lasciati dalla politica».

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