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Capri, il Ministero della Cultura stanzia 5 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione della Certosa di San Giacomo

Capri. Il Ministero della Cultura ha stanziato la somma di 5 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione della Certosa di San Giacomo Il Sindaco Marino Lembo, in una nota, scrive: «Abbiamo ricevuto con grande piacere la notizia dello stanziamento di 5 milioni di euro, da parte del Ministero della Cultura, per il recupero e la valorizzazione della bellissima Certosa di San Giacomo, una delle perle di Capri. Ringraziamo il Ministro, Dario Franceschini, per l’attenzione mostrata per la nostra Isola e il Direttore Generale del Ministero, Salvo Nastasi, sempre vicino alle nostre istanze. La Certosa di San Giacomo ritornerà al suo splendore e potrà essere, ancora più di oggi, al centro delle iniziative culturali e artistici di Capri. Il percorso di recupero della Certosa si inserisce in un ampio piano di interventi che la nostra Amministrazione sta portando avanti per ripristinare la fruizione dei nostri luoghi simbolo, in un’ottica di sostenibilità e innovazione, da sempre attrazioni per turisti da tutto il mondo».
La certosa di San Giacomo è il monastero più antico di Capri. Edificato nel 1371 per volere del conte Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla regina Giovanna I d’Angiò, la certosa ospita il museo dedicato al pittore tedesco Karl Diefenbach.
Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale della Campania, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.
La struttura della Certosa fu edificata nel terzo quarto del Trecento grazie agli auspici del conte Giacomo Arcucci. L’impianto iniziale, poi soggetto nei secoli a profondi cambiamenti, presentava la classica partizione funzionale alla vita cenobitica: un’area destinata alla clausura e l’altra ai servizi, nel caratteristico stile tardo romanico che accomuna gli edifici isolani del periodo.
Sin dalla fondazione godé di ampi privilegi concessi dalla regina Giovanna che i monaci certosini riuscirono a mantenere nei secoli successivi, nonostante le alterne vicende che segnarono la vita del reame napoletano nei secoli XIV-XVI. Seppero far risorgere il monastero anche dalle incursioni piratesche, che flagellarono l’isola e la costiera amalfitana nella prima metà del Cinquecento, ricostruendo e ampliando il monastero con l’aggiunta del chiostro cinquecentesco.
Con Gioacchino Murat, nel 1808, i beni della certosa furono confiscati, e di essa venne fatta una caserma (1815), poi un ospizio e, dal 1868 al 1898, un soggiorno punitivo per militari e anarchici. Nella prima metà del Novecento la certosa attraversò brevi momenti di attività (nel 1936, ad esempio, i canonici lateranensi vi avevano istituito un ginnasio) per declinare durante la seconda guerra mondiale verso un deplorevole disfacimento con il conseguente allontanamento dei canonici.
Dal 1975 è sede del museo dedicato al pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull’isola nel 1913. Bisognerà attendere i primi anni Duemila per veder iniziare le opere di restauro all’intera struttura a cura della Soprintendenza napoletana.
Fra le opere rimaste vi è un affresco del XIV secolo, opera del pittore fiorentino Niccolò di Tommaso.

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