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Antartide. La missione Italiana nella corrispondenza di Arturo de Alteris

Riportiamo il post dell’oceanografo sorrentino Arturo de Alteris in missione nell’Antartide con altri sorrentini, come il direttore di macchine della nave Laura Bassi, Stefano Gargiulo e il Capt Andrea Di Pietro.

Eccomi di nuovo. Prima di tutto devo scusarmi per non aver risposto a tutti quelli che hanno visto, commentato e condiviso lo scorso poster e a Positanonews (Lucio & Company) che ha pubblicato questo mio diario di bordo e alla senatrice Lamura, mia cara amica, che ha voluto condividere questo mio diario. Ahimè, quest’anno abbiamo avuto problemi con la rete e i collegamenti sono stati più lenti e limitati. Sappiate cmq che il vostro interessamento è per me stimolo a far sempre meglio! Continuo in questa puntata lasciandovi come mio solito qualche notizia scientifica e molte foto. Credendo di non riuscire a mandare altro, vi invio un abbraccio circolare virtuale lungo 12000 miglia!

A spasso sulla luna in base M. Zucchelli

E la nave va … trasporta con se tutti i suoi ospiti, con tutte le loro vite, le loro storie, ognuno col suo viaggio ognuno in fondo diverso… ma è proprio la diversità la bellezza di un essere … e allora nei momenti di svago si canta, ci si confronta in discussioni con i nostri dialetti, con le nostre lingue … ci si conosce, insomma, ed è bello sentir parlare e discutere un napoletano con un triestino così come un anconetano con un siciliano e il padovano e il milanese, anzi no, bresciano e il sardo e il simpaticissimo abruzzese… Siamo tutti disuguali ma nello stesso tempo tutti uguali, abbiamo lo stesso minimo comune multiplo, lo stesso denominatore…

E la nave va. Maledettamente va, imperterrita inesorabilmente…

E i nostri lavori continuano, si susseguono, si sovrappongono: questa volta è il gruppo dei biologi anconetani che tra un mooring e una CTD effettuano pescate con reti pelagiche per il prelievo del famosissimo krill, gamberetto alla base della catena alimentare in questa parte del nostro pianeta. Il loro progetto (ROSSKRILL) prevede un survey acustico su larga scala all’interno del Mare di Ross e l’installazione di un ecoscandaglio autonomo in “testa” ad un nostro Mooring. Il progetto fornirà così preziose informazioni sull’abbondanza e la distribuzione spaziale delle diverse specie che popolano l’ecosistema pelagico a queste latitudini, sull’ecologia del krill e le relazioni con l’ambiente. L’ecoscandaglio autonomo opererà per tutto l’anno osservando e misurando per la prima volta, le dinamiche comportamentali degli organismi al variare dell’intensità luminosa e della copertura del ghiaccio.

…Infine, una pausa sulla terra ferma, nella nostra base Mario Zucchelli, fiore all’occhiello qui in Antartide tra le basi, riconosciuta a livello internazionale per efficienza logistica e scientifica. Ebbene sì! quel poco che, ahimè, il governo destina alla ricerca qui fa la sua parte e vi garantisco la fa bene!

La base (74° 41’ S; 164° 07’ E), originariamente Base Baia Terra Nova, prende il nome dall’ing M. Zucchelli dell’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), uno dei pionieri del Programma Nazionale per le Ricerche in Antartide. La Base opera durante l’estate australe (da ottobre a febbraio) ed è il cuore di tutte le nostre attività scientifiche e logistiche. Copre una superficie di circa 7000 m2 ed è costituita da più di 110 moduli prefabbricati ISO20 dislocati su 3 piani e una serie di edifici in legno destinati a varie attività logistiche, sociali o di semplice ricovero. Può ospitare fino a 300 ricercatori suddivisi in vari periodi (leg) di circa 40 giorni ed è dotata di una cucina che può ospitare 80/90 persone a pasto, di tre helipad, di impianti di dissalazione, depurazione, incenerimento e produzione di energia elettrica e termica, una infermeria adibita anche a radiografie e a interventi chirurgici di emergenza: in pratica una piccola città autonoma. Fino a dicembre, lo specchio di mare antistante alla base è utilizzato come pista di atterraggio per gli Hercules C130, i Basler e i Twinotter, aerei destinati al trasporto di materiale e personale, ma è in via di completamento una pista di atterraggio nella parte interna nella zona di Boulder Clay.

..L’arrivo in base è per noi, che siamo in nave da mesi, un’occasione per sgranchire le gambe: una passeggiata in pinguinaia ci vuole proprio! E allora ci si incammina su questi sentieri lunari asfaltati da detriti granitici, da rocce basaltiche millenarie. Il senso dell’avventura ti prende. Pensi che nessuno mai abbia calpestato questi suoli, questi sentieri e sei sempre alla ricerca di qualcosa, un minerale, un sasso, un pezzo di un albero fossile qualcosa che possa ricordarti le ere trascorse, i milioni di anni passati quando questo continente era tutt’uno con gli altri e c’erano i dinosauri e c’erano altre creature. E poi il silenzio, quello che fa rumore. Tanto. Quello che ti prende dentro e ti scuote, quello che può darti fastidio o cullare …

E così vagando, quasi frastornati, arriviamo tra i pinguini di Adelia, bellissimi e adorabili uccelli: eh sì, sono uccelli i pinguini anche se non volano ma in cambio sono abilissimi nuotatori! Le loro strida si sentono in lontananza e la location, Adelie Cove, una baia incassata tra montagne innevate a picco sul mare con una lunga spiaggia di ciottoli, è un incanto! Il cielo è terso e siamo fortunati. Il catabatico è debole e ritorniamo in base felici, sazi con gli occhi, stanchi ma sicuri che qualcosa è rimasto nei nostri cuori, qualcosa di bello. Veramente.

L’Antartide per alcuni è una malattia, un’ossessione e chi ne è distante per molto tempo ne sente la mancanza. Personalmente ho mutato questa sensazione nel tempo: ormai sono diventato un veterano e dalla mia prima spedizione, poco dopo la laurea, ne è passato del tempo! In ogni spedizione ho una visione diversa di questi luoghi incantati e di questi silenzi assordanti: il peso degli anni mi ha insegnato che ci sono molteplici visioni della realtà ed ognuna ha la sua età: oggi vedo nello splendore del ghiaccio e nel rosa di questi tramonti solamente gli occhi dei miei figli… non era così vent’anni fa e non sarà così tra altrettanti se Dio vorrà! Panta rei mi insegnava la cara Celentano (la mia insegnante di greco e latino per chi non è della penisola) ed io all’epoca percepivo ma non comprendevo a fondo .. sì, forse oggi posso dire che questo è il messaggio che mi ha insegnato l’Antartide: dai tempo al tempo e tutto sarà chiaro nella tua vita!

Un abbraccio circolare lungo 12000 miglia e la speranza che tutti possiamo saper aspettare il nostro tempo!

Ad Maiora. Semper.

Arty

PS le foto, ©PNRA, sono state scattate dal Giovanni Chiarini e da me.

Generico febbraio 2022
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