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Abbasso l’asfalto viva il giardinismo! La révolution verte de M. Georgieff

Il relitto urbano contiene in sé una poetica che i paesaggisti stanno imparando a comprendere e alcuni di loro a integrarla nel nostro immaginario estetico. Tutto il mondo è un giardino, fatto di vuoti e di pieni, straripante di erba e nelle nostre città, ahinoi, anche di cemento. Se l’elegante orchidea o i piccoli e screziati fiori del cardamomo sono troppo delicati per questo habitat, piantiamo le infestanti. Se il cambiamento climatico uccide le specie endemiche, usiamo le straniere. Se non riusciamo a ridurre l’asfalto, dobbiamo spaccarlo e dalle fenditure vedremo spuntare i fiorellini gialli dell’inula, il ciuffo dell’ortica o qualcosa di inaspettato ma altrettanto bello, perché la Natura non si ferma, la sua è la vera resilienza. Questa, in estrema sintesi, è la visione di Pablo Georgieff , che emerge dalla lettura del suo ultimo libro “Poetica della zappa” (Derive Approdi, collana Habitus pp. 144, euro 15). Pablo Georgieff  è  geografo, architetto, paesaggista e giardiniere, ed è tra i fondatori di atelier Coloco, collettivo con sede a Parigi impegnato nel pensare e creare “paesaggi contemporanei”. Una visione militante quella di monsieur Georgieff che esporrà il 24 febbraio in occasione della diciottesima edizione delle “Giornate internazionali di studio sul paesaggio” (18, 24 e 25 febbraio) organizzate dalla Fondazione Benetton, che anche quest’anno potranno essere seguite su Zoom.“Abbandoni. Il paesaggio e la pienezza del vuoto” è il titolo dell’intervento del paesaggista francese, che si rifà all’abbandono con cura, un’espressione coniata a suo tempo da Lorenzo Romito, uno dei fondatori di Stalker, collettivo romano di arte urbana, che significa creare le condizioni affinché le piante possano vegetare con una manutenzione minima;  si punta dunque allo spontaneismo,  il vero progetto è creare spazi di opportunità per fiori e piante. Non esiste un suolo buono e uno cattivo, la pianta inadatta o lo spazio brutto. Esistono solo terreni su cui innescare dinamiche vegetali e umane. A Palermo è stato creato Becoming Garden, giardino urbano ideato da Gilles Clément sempre con il collettivo Coloco: nel quartiere Zen ora c’è un giardino dove prima c’era una discarica, in ogni posto si può creare qualcosa di bello questo è il giardinismo di Pablo Georgieff .
di Luigi De Rosa

Generico febbraio 2022
(Il testo è disponibile presso la Libreria L’Indice, siamo a Piano di Sorrento, Corso Italia 81)

Link utili: https://www.fbsr.it/paesaggio/giornate-di-studio/

 

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