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Vico Equense, strade bloccate per la festa di S. Ciro: protesta dei fieristi in corso per l’assenza delle bancarelle foto

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Vico Equense, strade bloccate per la festa di S. Ciro: protesta dei fieristi in corso per l’assenza delle bancarelle.

Traffico, caos e strade attualmente bloccate questa mattina 24 gennaio a Vico Equense. Sono in corso le proteste dei cittadini della città a causa del fermo del “no” del comune alle bancarelle per la festa di San Ciro. Era consuetudine, di fatto, celebrare la festa dei Santi Ciro e Giovanni il 31 gennaio. Purtroppo, causa Covid 19 e, dunque, per evitare assembramenti, non si potrà tenere la lunga processione per le vie della città. Per questo motivo sono scesi in strada oggi lunedì 24 gennaio 2022 i fieristi della Campania per protestare contro la decisione del Comune di Vico Equense.

Vico equense protesta

Sono gli operatori delle fiere della Campania che hanno così manifestato per denunciare il profondo disagio nel quale si trovano. In Città il 31 gennaio si sarebbe dovuta svolgere la fiera in occasione dei festeggiamenti dei santi patroni Ciro e Giovanni, ma l’aumento esponenziale dei contagi ne ha impedito lo svolgimento. «Noi siamo per il dialogo e trovare una soluzione. – spiegano i fieristi – Prima di manifestare abbiamo scritto al Comune per chiedere il diritto al lavoro. Loro ci hanno risposto annullando la festa.» Così, da diversi centri, sono arrivati per protestare e sottolineare che le loro attività sono ferme da due anni. «Feste e sagre, non distruggiamo la tradizione» c’era scritto su un cartello. «Vogliamo lavorare. Ci state portando al fallimento: basta con i vostri ‘mi dispiace’», hanno ripetuto una volta arrivati nel piazzale Giancarlo Siani antistante il municipio. «Se siamo qui – si legge sul cartello di una donna – è per un motivo valido: non lavoriamo da ventiquattro mesi». Una protesta rumorosa e racconti di disperazione. Al suono dei clacson dei propri furgoni i fieristi campani hanno contestato le restrizioni che hanno limitato lavoro e incassi. La categoria è oramai alle strette da due anni di restrizioni. La richiesta, quindi, è quella di poter continuare a lavorare “in sicurezza”. Una condizione difficile, visto che la legge non vieta lo svolgimento delle fiere, ma chiede l’uso del green pass.

 

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