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Tre anni senza l’artista Ottavio Romano, da sempre legato alle città di Positano e Piano di Sorrento

Il 16 gennaio 2019 ci lasciava Ottavio Romano, artista conosciuto ed amato a Positano ed in penisola sorrentina. Ottavio era nato a Seiano nel 1934 e lì aveva conseguito la maturità classica per poi studiare architettura a Napoli. Nel 1959 si era trasferito a Göteborg in Svezia. Nel tempo calava l’interesse per l’architettura e cresceva quello per la pittura, in particolare per la tecnica del “batik”. Nel 1973 si stabiliva a Positano dove esponeva per oltre 12 anni facendo conoscere ed amare la sua arte a tutti.
Nel 1985 si trasferiva a Ferrara, dove ebbe modo di sperimentare l’amore per l’acquerello. Romano era non solo un grande ed indiscusso artista, ma soprattutto una persona umile e disponibile, che tutti i positanesi avevano imparato ad amare. E non aveva mai dimenticato le sue radici e la sua terra, tanto da tornare spessissimo nella sua amata Positano ed in penisola sorrentina.
Ottavio Romano aveva dedicato metà della sua vita a raffigurare in mille modi diversi la città verticale, prima con la tecnica del Batik e poi con quella dell’acquerello. Ed in quasi in tutte le case dei positanesi c’è un quadro o una stampa di Ottavio Romano ed il patrimonio di paesaggi e ritratti che i positanesi custodiscono è immenso.
Ma Ottavio Romano era molto legato anche alla città di Piano di Sorrento, dove aveva spesso esposto le sue opere e dove aveva partecipato con entusiasmo ed affetto alla Via Crucis Arte, l’estemporanea di pittura in memoria di Salvatore Cinque, artista carottese scomparso nel 1995. I due artisti erano legati da una profonda amicizia e stima reciproca al punto che, quando gli eredi di Cinque gli chiesero di prendere parte alla manifestazione artistica Ottavio non esitò ad accettare per ricordare il suo amico scomparso. Ma pochi sanno che Ottavio Romano, a metà degli anni 90, ha realizzato anche il manifesto ufficiale del Comune di Piano di Sorrento, a testimonianza del suo amore per questa città. Un’opera dal tratto e dallo stile inconfondibile che parla di lui, del suo modo di rappresentare la realtà e della sua grande capacità di racchiudere in un unico dipinto la storia e la tradizione di un paese. Nel suo quadro, infatti, ritroviamo il tipico costone tufaceo della Marina di Cassano e le casette del borgo marinaro, i campanili delle tre chiese parrocchiali (Piano, Mortora e Trinità) affiancate dall’edicola votiva raffigurante San Michele Arcangelo, patrono di Piano di Sorrento. E poi immancabili gli incappucciati delle processioni della Settimana Santa, i limoni e le arance. Tutto racchiuso magistralmente in un’unica opera. E questo era Ottavio Romano, sentimento ed arte uniti insieme. Un’Artista con la A maiuscola, dal cuore buono e generoso, pronto a dispensare consigli a chi, come lui, amava la pittura. Soprattutto una persona umile, come solo i veri artisti sanno essere. Ma Ottavio continua a vivere attraverso le sue opere,
Sono trascorsi tre anni dalla sua scomparsa ma Ottavio continua a vivere attraverso le sue opere, attraverso i suoi colori, attraverso la sua arte. Perché un artista non muore mai veramente, ma continua ad essere presente ed a parlarci ogni volta che guardiamo una sua opera, ogni volta che l’ammiriamo e ci sembra di vedere la sua mano che la realizza.
Positano e Piano di Sorrento hanno perso tre anni fa un amico, ma il mondo dell’arte ha perso uno dei suoi più grandi rappresentanti.

Tre anni senza l’artista Ottavio Romano, da sempre legato alle città di Positano e Piano di Sorrento
Tre anni senza l’artista Ottavio Romano, da sempre legato alle città di Positano e Piano di Sorrento

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