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Sport negato ai ragazzi senza Green Pass: 10mila genitori avviano le iniziative legali

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Sport negato ai ragazzi senza Green Pass: 10mila genitori avviano le iniziative legali. Già negli scorsi giorni, tremila genitori di atleti italiani hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al ministro della Salute, a varie Istituzioni italiane ed internazionali e a tutte le federazioni sportive italiane, per richiamare l’attenzione sulla condizione dei propri figli minorenni che, a partire dal 10 gennaio non possono più partecipare alle attività sportive, o perché con Green Pass da vaccinazione in scadenza o perché non vaccinati, per motivi di varia natura.

Gli adolescenti sono vittime invisibili, a cui sono state richieste rinunce di crescita ed esperienze incredibili, ricordano i genitori.

Ad oggi, aumentano le iniziative promosse dal Gruppo Telegram Gli Sportivi, nato all’inizio del mese di gennaio in seguito all’approvazione dei decreti legge 221 e 229, che dal 10 impongono nuove e grammatiche restrizioni anche ai ragazzi che praticano sport, oltre che all’intera popolazione del nostro paese. 

I 10 mila genitori del gruppo stanno in queste ore avviano una serie di iniziative legali, promosse da prestigiosi studi nazionali, impegnati fin dal mese di giugno nel contrasto alle norme sul green pass. Il gruppo Avvocati Liberi, l’avv. Stefania Cappellani dello studio Mana di Cuneo, l’avvocato Linda Corrias con l’Associazione Liberamente Umani, l’avvocato Erich Grimaldi, l’avv. Olga Milanese, l’avv. Marco Mori e l’avv. Alessandro Fusillo, hanno infatti preparato una serie molto ampia di denunce e diffide, con cui si tenterà di far rientrare al più presto i circa 25 mila ragazzi esclusi dalle attività sportive perché non vaccinati o con il green pass in scadenza e non intendono fare la terza dose. 

Ecco alcune delle iniziative volte a far annullare le terribili limitazioni imposte a ragazzi sani e controllati: denuncia al tribunale internazionale dell’Onu per violazione dei diritti umani, denuncia alla Corte Europea dei Diritti Umani, denunce al Governo, diffide a società sportive, federazioni e Coni, con richiesta di risarcimento danni. 

I genitori del gruppo il 5 gennaio avevano inoltre inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al ministro della Salute, al sottosegretario con delega allo Sport Valentina Vezzali, a varie Istituzioni italiane ed internazionali e a tutte le federazioni sportive italiane, per richiamare l’attenzione sulla condizione dei propri figli minorenni. A tale appello sembrava aver risposto il ministero della Salute: un collaboratore del sottosegretario Sileri ha comunicato il 17 gennaio che le istanze dei genitori “erano all’attenzione del CTS. Ma da allora non si è saputo nulla, speriamo che le nostre richieste non sia finite “sotto il tavolo!”

I firmatari hanno segnalato con forza nella lettera che “punire con l’esclusione atleti che per mesi si sono sottoposti a tamponi pur di poter praticare sport, appare un’inutile e dannosa misura che potrebbe avere conseguenze gravissime sulla salute mentale dei ragazzi. Anni di sacrifici, abnegazione e allenamenti
vengono cancellati in articoli di legge. Sogni e speranze di chi allo sport dedica gran parte della propria vita vengono distrutti da due decreti. I timori dei genitori firmatari dell’appello trovano conferma in 2 autorevoli studi di cui si illustrano gli aspetti salienti:

1) Dossier: adolescenti in lockdown, a cura del Centro Clinico di Psicologia di Monza;

2) Studio promosso dal Dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Gaslini di Genova.

In entrambe le indagini, pubblicate su autorevoli riviste scientifiche internazionali, si presentano dati allarmanti sulla condizione di molti adolescenti che, in seguito al secondo lockdown, hanno avuto problemi psicologici anche molto gravi. In molti casi si è rilevato un aumento di stati di agitazione e ansia, sintomi dissociativi, disturbi del sonno, tentativi di suicidio. I curatori di tali ricerche hanno inoltre evidenziato che l’attività fisica e ludica, svolta insieme ai propri pari, è in grado di far produrre neurotrasmettitori benefici per la salute psico-fisica.

Chiediamo a tutti: è davvero sensato lasciare a casa dei ragazzi sani?

Intervenite subito, i nostri figli stanno male!

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