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Piano di Sorrento, la riflessione del vicesegretario comunale Giacomo Giuliano: “Il Green pass dell’amore”

Desideriamo riportare il post pubblicato sulla sua pagina Facebook da Giacomo Giuliano, vicesegretario del Comune di Piano di Sorrento. Una riflessione molto bella ed attuale che vi invitiamo a leggere: «Questa pandemia è una tragedia, ma sarebbe altrettanto tragico perdere il bene che ci può recare in termini di desiderio, di riappropriazione dei veri valori della vita e di sovvertimento delle priorità esistenziali. Il consumismo si sgretola e l’istinto di sopravvivenza porterà forse cattiveria ma poi spero ci condurrà all’unica via possibile: l’amore. I popoli si stanno appiattendo alle esigenze della vita, rendendo l’economia una scienza del minimo possibile e non dell’accumulo. In questa nuova realtà, in cui la relazione è inibita, la ricchezza economica diviene futile, ci può salvare l’unica ricchezza possibile, quella dello spirito, che va oltre il contatto, oltre la materia e ci conduce alla felicità dell’essere. Questo virus ci ha resi profondamente poveri…tutti uguali di fronte alla paura di morire. Le leggi dell’economia globale sono state annichilite da un microscopico essere, e non è questo il chiaro segno che dobbiamo ritornare all’essenza della vita, in cui non contano più gli averi? Questa pandemia segna il possibile passaggio fra la società dell’interesse alla società dell’amore. La sensazione di fragilità dell’essere relativizza la corsa forsennata all’utile, e solo una cosa sconfigge la paura di morire, l’amore. E allora questa epocale rivoluzione ci porterà benessere, perché per chi ha tutto, tutto sarà un nonnulla, per chi ha nulla un nonnulla sarà tutto. Inoltre l’uomo aveva nel suo linguaggio naturale il bacio come gesto comune di intimità e di saluto, la carezza come il miglior messaggio consolatorio, l’abbraccio come vera espressione amicale. A causa del rivoluzionario sconvolgente esserino contagioso, adesso ci è stato sottratto il contatto corporale, e in questi assurdi tempi di povertà tattili, dobbiamo recuperare come integratore esistenziale, la carezza emotiva. Ci sono insomma carezze non tattili che ti emozionano col cervello e col cuore… E’ questo è il rimedio: in un periodo in cui è inibito il contatto corporale, è indispensabile alimentare i contatti dell’anima. E questi sono quei trasmettitori di battiti, quei vettori di chimica emozionale che troviamo ad esempio nelle parole, attraverso messaggi di enfasi racchiusi nella poesia o attraverso la grande energia vitale ed estatica della musica. I contatti dell’anima e le carezze emotive non hanno bisogno di mascherine e guanti, sono ponte di trasmissione e percezione che sono più efficaci di una carezza fisica. E’ questa forma di amore che dobbiamo recuperare in periodo di carestia tattile. Così qualsiasi messaggio diventa “massaggio”… E non è l’illusione di sentire col corpo, ma è l’idea sconvolgente di sostituire l’anima al corpo. E ’una soluzione talmente banale da sembrare impossibile: è grande il potere che può avere un sorriso, una parola intensa, un complimento vero, la musica sentita, l’esternazione di ciò che hai pensato e mai detto a qualcuno. C’è dunque anche un “vaccino monodose” ed efficace che produce “anticorpi” in difesa della società malata di consumismo, che è il recupero dell’essere nell’amore. In questo esercito di umanità schedata a dosi dall’ emergenza pandemica, è importante anche qualche iniezione di amore, perché anche lo stupore dell’amore è contagioso e la capacità di amare diventa l’unico “Green Pass rinforzato”, mentre il “tampone” della felicità, è l’unica verifica dell’anima, per partecipare senza problemi alle nuove feste della vita, che arriveranno di certo in una sorta di “dopoguerra” esistenziale».

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