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Piano di Sorrento, il racconto del lunedì del Prof. Ciro Ferrigno: “Le Suore d’Ivrea”

Piano di Sorrento. Riportiamo il consueto e sempre interessante racconto del lunedì del Prof. Ciro Ferrigno dedicato quest’oggi alle Suore d’Ivrea: «Per tanti di noi, a Piano di Sorrento, solo a nominare le Suore d’Ivrea, torna alla mente l’Asilo Infantile, quasi una preistoria della nostra esistenza che, gli anni trascorsi rendono nebulosa, astratta, rarefatta. Dei quattro cinque anni di età si ricordano le sensazioni, i profumi, più che fatti e misfatti. Io ho in mente i lunghi e luminosi corridoi del pian terreno, l’ampio chiostro con la statua dell’Immacolata nei momenti di ricreazione ed il frusciare delle lunghe vesti nere delle suore, sempre avanti e indietro, sempre indaffarate. Ricordo il profumo dei fagioli sul fuoco che si spandeva per i corridoi e le aule ed un grosso contenitore di vetro con le caramelle di zucchero che costavano una lira l’una! La suora le contava con scrupolo e potevamo mangiarle solo durante la pausa all’aria aperta. Negli anni Cinquanta in tutte le case era tornato il pane ed anche dalle Suore il cibo non mancava; tutto era sacro dopo gli anni della Guerra e le ore nell’Asilo passavano tra i giochi ed il refettorio, la cappella ed il cortile, fino al suono della campanella, quando fuori al portone si accalcavano i nostri che erano venuti “a prenderci”. Erano i primi incontri con le lettere, le parole ed i numeri e tutto intorno si rivelava un mondo oltre la nostra casa, la nostra famiglia; volti e nomi che ci avrebbero accompagnati per tutta la vita, assieme al ricordo di Suor Tommasa, la buona e Suor Rosa, severa ed austera, alla quale mancava la capacità di sorridere. Certo noi bambini di quegli anni ignoravamo quanta storia era già passata in quel monastero!
La Congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea fu fondata da Madre Antonia Maria Verna e riconosciuta con approvazione civile nel 1828, con quella diocesana nel ‘35 e pontificia nel 1904. Le Suore d’Ivrea avevano iniziato l’attività di apostolato a Piano già dal 1865, con tre sorelle impegnate nell’Asilo Infantile, appena istituito dal Comune, in locali presi in affitto. Nel 1896 in Via San Michele oltre all’Asilo gestivano la scuola elementare, con quattro sezioni, dalla prima alla quinta. In alcune di quelle aule nel 1908 furono accolti alcuni profughi del disastroso terremoto di Messina. Il trasferimento nel nuovo edificio in Via Carlo Amalfi avvenne nel ‘10, dove ebbe sede anche l’Associazione delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù, voluta nel 1902 da Don Eduardo Mastellone. Tra le pioniere bisogna ricordare almeno Suor Ersilia Perino, attiva a Piano per ben cinquantadue anni. Doveva essere una donna eccezionale: allo scoppio della Prima Guerra Mondiale creò il comitato femminile “Pro Combattenti” per raccogliere indumenti da inviare al fronte, si batté per avviare al lavoro le mogli dei soldati, perché avessero i mezzi per sopravvivere e prestò assistenza ai bambini dei richiamati, provvedendo alla refezione ed alla raccolta di indumenti per quelli bisognosi. L’opera instancabile di Suor Ersilia era affiancata da altre sorelle, come Suor Maria Isidora e Suor Zenobia. Donne dai grandi meriti al servizio della Patria, anche se nel chiuso del monastero. In quegli anni, accanto alla Croce ed all’Immacolata, c’era la bandiera italiana che sventolava.
La sensibilità delle Suore d’Ivrea fu operativa anche nel secondo Dopoguerra; infatti nel ’46 avviarono dei corsi professionali per ragazze disoccupate. Nel ’56 fu la volta dei corsi normali gratuiti per apprendere l’arte del ricamo, che aprirono la strada ad un periodo particolarmente attivo per la comunità. A Piano chi non conosceva il “laboratorio” aperto su iniziativa del presidente Luigi Lauro? Ci passava la maggior parte della gioventù femminile di quegli anni. Nel ’57 i corsi furono riconosciuti dall’Istituto Nazionale Addestramento Settore Artigianato, e si attivarono altri reparti affini. Nel ’69 fu riconosciuta l’autonomia del Centro di Formazione Professionale, con la dicitura “Associazione Maria Immacolata” e ben presto ebbero inizio i corsi autorizzati e finanziati dalla Regione Campania. Poi il declino. L’Ordine lasciò la sede nel 1993, ma una piccola comunità continuò la sua opera fino al 16 settembre 2005. Oggi quel vecchio, caro Asilo Infantile, esiste solo nei ricordi nebulosi, astratti e rarefatti della nostra infanzia!».

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