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Piano di Sorrento, il Consigliere Giuseppina Esposito interviene sul caso dell’uomo che vive su una panchina in via delle Rose

Piano di Sorrento, la Consigliera Giuseppina Esposito interviene sul nostro giornale in merito al caso dell’uomo che vive su una panchina in via delle Rose.

Gentile direttore,

in qualità di Consigliere delegato ai Servizi sociali del Comune di Piano di Sorrento, credo siano doverose alcune precisazioni e integrazioni rispetto all’articolo apparso nelle scorse ore su Positano News sull’uomo che staziona a Via delle Rose, in considerazione anche del delicato argomento.

Prima di tutto voglio informare che il ragazzo di origine ucraine di cui si parla nell’articolo è costantemente seguito, affiancato e monitorato dagli enti di competenza. Appena notata la sua presenza, ho allertato personalmente l’ufficio servizi sociali per raccogliere notizie, identificarlo e capire le sue condizioni. Gli assistenti sociali hanno avuto colloqui con lui e con la famiglia che lo ospitava fino a poco fa, prendendo atto dei suoi problemi di alcolismo e approfondendo i dettagli della sua storia. Al ragazzo è stato proposto più volte aiuto e accoglienza presso strutture adeguate, ma rifiuta categoricamente ogni tipo di collaborazione. Nonostante ciò, continuiamo a insistere per stargli umanamente e concretamente accanto e sottrarlo alla strada.

Voglio anche essere molto chiara su un aspetto: dietro ogni storia del genere c’è un lavoro enorme, continuo, spesso silenzioso, anche per tutelare la privacy e il progressivo percorso di fiducia e di recupero. La legge, giustamente, richiede che ci sia collaborazione da parte della persona in difficoltà se capace di intendere e di volere. Non bastano un pasto caldo ogni tanto o uno slancio di generosità saltuario. È necessario un percorso che tenga conto delle molteplici motivazioni e peculiarità, necessariamente guidato da esperti e, in ogni caso, rispettoso della volontà della persona. Spesso – ed è esattamente ciò che sta accadendo per i due casi a Piano di Sorrento, entrambi seguiti, ripeto, dai servizi sociali – la vita in strada è paradossalmente una scelta. L’alternativa c’è. Le strutture e gli aiuti, sociali e psicologici, ci sono. Purtroppo, vengono rifiutati.
Ma nessuno di noi si arrende. Nessuno viene abbandonato a se stesso.
Ed è giusto che i cittadini lo sappiano.

Ringraziamo la consigluera comunale con la quale oggi ci interfacciamo di persona.

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