Quantcast

Nuove regole per la scuola: con due casi Covid didattica a distanza per i non vaccinati

Più informazioni su

Cambiano le regole per quanto concerne la scuola in vista del ritorno tra i banchi, previsto tra il 7 e il 10 gennaio nelle diverse regioni.

L’ipotesi più accreditata è che vengano approvate nuove norme in tema di quarantena per le scuole elementari e per la prima media, sulla scia di quelle già vigenti per le classi di grado più alto, come chiesto dalle Regioni al governo

Le regole su quando e come una classe debba chiudere dopo il riscontro di una positività al coronavirus potrebbero essere alleggerite, per evitare che – in un momento segnato da un forte aumento di contagi da coronavirus – troppi studenti tornino alla didattica a distanza

Un caso positivo
Nella scuola dell’infanzia, dove i bambini non sono per il momento vaccinabili, non cambierebbe nulla rispetto a quanto in vigore. Con un caso riscontrato di positività al coronavirus, scatterebbe ancora quindi la quarantena per tutti

Non così invece alle elementari, dove i governatori delle Regioni chiedono di prevedere per tutti gli alunni dieci giorni di autosorveglianza

Due casi positivi
Nel caso in cui gli studenti positivi, alle elementari e in prima media, fossero due nella stessa classe, le regole sarebbero diverse per i ragazzi vaccinati e quelli che non lo sono

L’idea è quella di prevedere un periodo di autosorveglianza di cinque giorni, con tampone a dieci giorni, per gli immunizzati o i guariti dal Covid-19 da non più di tre mesi. I non vaccinati entrerebbero invece in quarantena per dieci giorni, con conseguente attività didattica a distanza

Tre casi positivi
Se il numero di contagi in una classe salisse a tre, sarebbe la Asl competente per territorio a valutare provvedimenti come la sospensione delle lezioni in presenza per tutti gli studenti

Le richieste dei governatori potrebbero approdare in Consiglio dei ministri il prossimo 5 gennaio. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, dopo aver incontrato venerdì 31 dicembre i ministri dell’Istruzione e della Salute Patrizio Bianchi e Roberto Speranza, ha detto che si tratta di ipotesi di intervento che “vogliamo approfondire e condividere con l’esecutivo” per “permettere una ripresa dell’anno scolastico in presenza”

Mascherine FFP2
Quello che è già stato stabilito è che al rientro in aula verranno distribuite mascherine Ffp2 al personale delle scuole d’infanzia e di altri istituti frequentati da alunni esentati dall’obbligo di indossare le mascherine

Intanto il governo punta ad accelerare sulle vaccinazioni dei più piccoli, i bambini di età compresa fra i 5 e gli 11 anni. Secondo l’ultimo report sull’andamento delle operazioni di immunizzazione, si starebbe però procedendo a rilento: oltre l’88% della platea di interessati non ha ricevuto la dose di vaccino anti Covid-19

I contagi
Preoccupa anche l’aumento dell’incidenza dei casi di coronavirus riscontrati nella popolazione sotto i 12 anni. Nell’ultimo report esteso sull’andamento della pandemia dell’Iss si segnala come il 26% dei casi Covid totali sia in età scolare (sotto i 20 anni), di cui 48% nella fascia d’età 6-11 anni, 36% fra 12-19 anni, 11% e 5% rispettivamente tra i 3 e i 5 anni e sotto i 3 anni

Riapertura scuola
Alcune regioni potrebbero decidere di non riaprire le scuole tra il 7 e il 10 gennaio. Così ad esempio la Campania, dove il presidente di Regione Vincenzo De Luca valuta l’ipotesi di chiudere le scuole elementari in presenza per un mese – e quindi di ricorrere alle lezioni in Dad – per procedere con le somministrazioni dei vaccini e consentirne la riapertura in sicurezza.

Più informazioni su

Commenti

Translate »