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Napoli A fuoco il mercato ittico nell’accampamento dei disperati

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Napoli A fuoco il mercato ittico nell’accampamento dei disperati di piazza Duca Degli Abruzzi. Ieri sera la tendopoli che da anni ospita decine di senza dimora, soprattutto extracomunitari, è stata distrutta da un rogo divampato per ragioni ancora da chiarire. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco che sono riusciti a domare l’incendio. Il rogo ha scatenato il panico fra le persone che in quel momento erano presenti nella baraccopoli, ma fortunatamente non risultano feriti. Le cause dovranno ora essere accertate dall’inchiesta aperta dalla Procura con il coordinamento del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.

Incendio napoli mercato ittico

Da tempo i residenti denunciano il degrado e l’abbandono della zona. La storica struttura progettata dall’architetto Luigi Cosenza risalente al 1930 ospitava il vecchio mercato ittico, da quando è stato chiuso e trasferito l’immobile è abbandonato e nel corso degli anni è diventato una discarica. Davanti all’ex mercato è sorta la tendopoli, con decine di materassi sistemati sul marciapiede dai senzatetto che tirano avanti chiedendo l’elemosina e lavando i vetri delle auto che transitano in via Marina. Un’emergenza umanitaria che si è aggravata con la pandemia, riducendo alla fame molti stranieri che prima riuscivano a lavorare e ad assicurasi un tetto sotto il quale vivere.

«Le istituzioni sono responsabili di questa situazione vergognosa – afferma Armando Simeone capogruppo “Per Napoli” nella municipalità 4 e responsabile comitato Lenzuola bianche – gli appelli dei residenti sono rimasti inascoltati. Non ci sono vittime, ma si sarebbe comunque dovuto intervenire molto prima, anche per assicurare un posto decente dove vivere a queste persone».

Ancora incerte le cause dell’incendio. Potrebbe trattarsi di un avvenimento accidentale, in via Duca degli Abruzzi i clochard, usano fornellini da campo per scaldarsi e cucinare, ma non si può ancora escludere la pista dolosa.
Una delle ipotesi riconduce l’episodio a un’anticipazione dell’usanza dei “Cippi di Sant’Antonio”, i roghi di cataste di legna che vengono date alle fiamme in diversi quartieri della città, soprattutto in centro, la sera del 17 gennaio di ogni anno. Una tradizione che non di rado ha provocato incidenti e in vista della quale, per questa ragione, erano stati intensificati nelle ultime ore i controlli da parte delle forze dell’ordine. Gli inquirenti si muovono con cautela. La Procura attende la relazione dei vigili del fuoco, che sarà redatta verosimilmente nella giornata di oggi, poi l’indagine entrerà nel vivo.

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