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Mister Renato Cioffi: “Il calcio moderno? Vi spiego cosa ne penso…” segui la diretta

In vista dell’inizio del campionato di serie D, mister Renato Cioffi, allenatore del Sorrento, ha spiegato la sua visione del suo ruolo e quello dei suoi collaboratori in questo calcio moderno. “Io provengo da un calcio dove c’era l’allenatore singolo, dove non esisteva neanche il preparatore atletico e per cui il mister faceva tutto lui – esordisce Cioffi -. Ora il calcio si è evoluto e il ct non deve gestire solo il gruppo squadra, ma anche lo staff tecnico, che possibilmente deve essere fidato e deve condividerne il pensiero. Oggi è normale che una una squadra composta da 25 elementi debba avere tante figure come l’allenatore dei portieri, quello in seconda, il preparatore atletico…poi se ci stesse qualcun altro, che nello specifico si occupasse anche della tecnica, sarebbe ancora meglio. In questa categoria, però, quattro elementi più quello dello staff medico possono tranquillamente portare avanti un discorso di lavoro buono. Come si deve comportare l’allenatore? Secondo me deve essere autoritario, ma deve anche saper condividere tutto perché i collaboratori, oltre all’aspetto tecnico, possono consigliare e notare determinate dinamiche che gli possono sfuggire. Io, per esempio, con l’allenatore dei portieri mi sento la sera per stilare un programma settimanale, se ci alleniamo la mattina successiva oppure la mattina se ci alleniamo il pomeriggio. A lui riferisco cosa vorrei facessero i portieri per il mio gioco di squadra e lui lavora per questo. Con l’allenatore in seconda, invece, collaboro da 20 anni per cui ci sentiamo tutti i giorni e basta poco per capirci”. Alla corte di Cioffi è presente anche il figlio Angelo, giovane 29enne che ha deciso di immettersi in questo ramo. “Avere mio figlio nello staff non è assolutamente un problema: fuori dal campo abbiamo un rapporto padre-figlio, ma nel lavoro siamo individui che collaborano insieme. Gli auguro ovviamente il meglio e una bella e lunga carriera. Per quanto riguarda lo staff medico, invece, è fondamentale averne uno buono. Io dico sempre alle società che è meglio prendere un giocatore in meno e puntare di più sullo staff medico. Talvolta le squadre hanno dei bravi dottori che però non hanno a che fare nulla con il calcio. Io da questo punto di vista sono fortunato perché Giancarlo Colonna sa perfettamente cosa serve ai calciatori per rendere al top!”.

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