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Meta, 10 anni dal naufragio della Costa Concordia. La figlia dell’ex comandante Francesco Schettino: “Una ricorrenza dolente”

Oggi ricorre il decimo anniversario del naufragio della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio nel quale persero la vita 32 persone. In questa data Rossella, figlia dell’ex comandante Francesco Schettino che quel 13 gennaio 2021 era alla guida della nave, pubblica un post sulla sua pagina Facebook: «Rinnovo il sentito cordoglio pronunciato da mio padre in tribunale alle famiglie per il dolore prodotto dalla perdita prematura dei loro cari. Un palese e inspiegabile malinteso ha innescato l’incidente, dove tutte le difese sono state sfacciate, come dimostra la scatola nera; anche l’ultimo tentativo di evitare l’impatto è stato annullato dall’errore del timoniere. L’inaspettato evento della nave che si ribalta sul suo lato a dritta ha ostacolato l’evacuazione delle ultime persone. La chiglia della nave ha trasformato i ponti in pareti verticali, come risultato alcune persone sono cadute all’interno dei pozzi degli ascensori e sono rimaste intrappolate, mentre quelle cadute in mare sono rimaste bloccate sotto il fianco della nave che si stava capovolgendo.
Dopo essersi reso conto del pericolo imminente dovuto alla drastica inclinazione del pavimento e della scialuppa di salvataggio sul passeggero a dritta che veniva risucchiata sotto la nave capovolgente, mio padre è stato gettato a forza in mare e invece di cadere in mare ha raggiunto il tetto della scialuppa insieme ad altri membri dell’equipaggio e ha disimpegnato la barca con i passeggeri all’interno dal rischio di essere trascinato sotto e schiacciato dalla nave che cadeva. Nel frattempo il secondo in comando della nave (il capitano dello staff) si è buttato in mare e ha nuotato per sé.
L’implacabile trasmissione di una banale conversazione telefonica è servita allo scopo prefissato per impedire al popolo di concentrare la propria attenzione sulla comprensione di cosa è successo e perché.
Il 13 gennaio non è una ricorrenza da celebrare ma una ricorrenza dolente dove non deve essere lasciato spazio per nessuna forma di festa.
Poiché non è possibile tornare indietro nel tempo, per rendere omaggio ai ricordi di coloro che hanno perso la vita, dovremmo essere pronti ad accettare la nuda verità sul perché i fatti tragici si sono svolti e degenerati al peggio.
Data l’ampia gamma di tecnici e la complessa natura dell’incidente, sarebbe opportuna un’ulteriore analisi per affrontare l’incidente e i fattori che contribuiscono».

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