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Le terapie intensive occupate dai pazienti no-vax bloccano gli interventi chirurgici fino all’80% in tutta Italia

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Covid, chirurghi: terapie intensive occupate dai No vax, interventi ridotti tra il 50 e l’80 per cento

Articolo di Marco Alpozzi su Domani – 10 gennaio 2022

È l’allarme lanciato dalla Società italiana di chirurgia, che spiega come spesso «non è possibile operare neanche i pazienti con tumore» a causa dell’occupazione dei posti letto

INTERVENTI CHIRURGICI RIDOTTI A CAUSA DEL COVID

Interventi ridotti tra il 50 e l’80 per cento: è questo l’allarme che proviene dalla Società italiana di chirurgia (Sic) a causa degli «ampi spazi di ricovero che le Aziende sanitarie sono costrette a destinare ai pazienti Covid» e a causa del fatto che «le terapie intensive sono in gran parte occupate da pazienti ammalati di Covid, principalmente No vax».

«L’attività chirurgica in tutta Italia è stata ridotta nella media del 50 per cento, con punte dell’80 per cento, riservando ai soli pazienti oncologici e di urgenza gli interventi», spiega il presidente della Società italiana di chirurgia, Francesco Basile.

Spesso, però – chiarisce Basile – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore, perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio. Si assiste quindi all’aggravamento delle patologie tumorali, che spesso arrivano tardi in ospedale, quando sono ormai inoperabili».

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