Quantcast

Il Taccuino di Baudelaire di Giovanni Farzati

Più informazioni su

Centoparole e oltre
di Lewis Goode
Serramezzana: ritrovate, in un palmento, le tracce del primo vino italiano, vinificato dagli Enotri
Nell’ambito del progetto di ricerca “Fare il vino nell’Italia antica”, curato dalla Dott.Olcese, Docente Ordinario di Metodologie della Ricerca Archeologica dell’Università degli Studi di Milano, per la prima volta sono stati effettuate una serie di analisi sui residui organici conservati nelle vasche di otto palmenti, tra cui quello di Serramezzana.
La ricerca concernente i residui della fermentazione alcolica, prima di questa più recente indagine, era stata effettuata principalmente mediante l’analisi di anfore greche e romane.
Lo scopo è stato quello di dimostrare e di verificare la reale funzione dei Palmenti rupestri, antichi impianti di produzione del vino formati da vasche scavate nella roccia.😄
Roberto Volpe
💣Associazione Culturale Eleousa
Palmento di Serramezzana
Risultati Analisi Palmento Serramezzana
Palmento di San Mauro
Gruppo Facebook internazionale
I Palmenti
________________________________________
La fiera delle parole😇
Autodeterminazione

L’atto con cui l’uomo si determina secondo la propria legge: espressione della ‘libertà’ positiva dell’uomo, e quindi della responsabilità e imputabilità di ogni suo volere e azione.
________________________________________
Il pensiero di Angelo🌴

Se ci fossero 25 gradi: 1) il covid non sarebbe un problema, 2) si potrebbe andare a mare tutti i giorni 3) basta giubbini, sciarpe e cappelli, 4) io sarei molto più felice… VOGLIO L’ESTATE TUTTO L’ANNO 😁
________________________________________

Artwork di Ale Scott😛

Ernesto Junger- nella foto- lo scrittore tedesco aveva capito che la paura ci fa rinunciare alle libertà – proprio come avviene oggi
(Panorama)
_______________________________________
🤣 Il logorio della vita moderna ormai ci ha sommersi completamente
________________________________________

La pubblicità di Nellie😝

“A volte non vedi il fondo finché non lo tocchi”.
Guarda il nuovo trailer de
La Fiera delle Illusioni –
l’ultimo film di Guillermo del Toro
________________________________________

Vetrina poetica cilentana😁

Licosa, La bandiera solitaria in faccia al mare

Con l’asta fra gli scogli
Incastonata,
All’estremo limite
Di quella Terra
Che di Leucosia
Sentì l’ultima voce
E colse,
Serbandola in sé
In un eterno ricordo,
In faccia al mare
Sventoli inesorabile
il tuo lembo tessuto,
Umile straccio
Ormai ridotto,
Da tempo dimenticata,
Sola, abbandonata
Ai cocenti raggi
Del Sole estivo,
Alle capricciose spire del vento,
Ora umide e gelide,
Ora calde e secche,
Costretta a fronteggiare
Onde e mareggiate
impetuose ed urlanti,
Tormentosi affronti
Di spruzzi salini,
L’umida bruma marina,
Sempre spazzata e sbattuta
Senza difese.
Solo ti consola
Il mirar infinito
Che ti si apre dinanzi
A perdita d’occhio
Che mostrati d’Orizzonte
La linea perfetta
Che Cielo e Terra divide,
E l’esser testimone
Delle rotte degli uomini
E degli ignoti misteri
Propri di quel mare.
E tutto il mondo restante
Hai alle tue spalle
Di cui sei vegliante,
estremo baluardo
Di ogni pericolo.
Sei metafora pertanto
Di tutti gli eroi
Che sorsero a Paladini
Del Giusto e del Bene,
Innanzi alle genti
Lasciati da soli
A prendersi addosso
Le cattiverie del Mondo.
(Vincenzo Abatiello)
________________________________________
Dal web ☺

In TV il Prof. Francesco Sabatini rende omaggio alla chiarezza della lingua italiana… specialmente in questo periodo di confusione! “Non usate anglicismi o americanismi: Non booster ma RICHIAMO, non lockdown ma CHIUSURA, non triage ma SMISTAMENTO, non smart working ma TELELAVORO … Amate la lingua italiana!”.
Prof. Sabatini
________________________________________

Centoparole e oltre di Ken

La scrittrice del disagio, della violenza e del ghetto: Sapphire

La scrittrice del disagio, della violenza e del ghetto: Sapphire

La sua biografia ci aveva un po’ intimorito (una “dura” Sapphire!), e invece l’incontro ci propone una donna bella e intelligente, dolce e molto disponibile, attenta al suo interlocutore.
È l’autrice di un libro intenso, incredibile come Precious(in originale Push), la storia di una ragazza abusata dai genitori, per anni lasciata ai margini della società e della scuola, madre a 12 anni e di nuovo a 16 di due figli nati dalla violenza del padre. Una ragazzina che, malgrado tutto, riesce a capire che uscire dall’analfabetismo le servirà per diventare una donna libera e consapevole e che riuscirà a riscattarsi anche grazie all’aiuto di un’intelligente insegnante.

Nel film Precious di Lee Daniels tratto da questo romanzo la protagonista è impersonata da Gabourey Sidibe
Nella situazione di marginalità del ghetto che lei descrive nel suo libro, crede che sia la donna a soffrire di più?

Se la mettiamo sul piano della quantità di sofferenza io non so se si possa dire che la donna soffra di più dell’uomo del ghetto, perché io tendo a non quantificare la sofferenza. È però un dato di fatto che la donna soffre di una categoria in più di abusi: cioè l’uomo soffre di razzismo e di classismo, cioè di povertà, la donna questi due e in più il sessismo.
Se guardiamo però le statistiche di mortalità, vediamo che i maschi muoiono di più di morte violenta, le donne hanno in più l’essere picchiate e l’essere stuprate, forse insomma c’è una equivalenza.

Ramona Lofton, in arte SapphireLa sua esperienza di insegnante è stata importante per lei nell’ispirarle certe pagine di Push? Oltre a tutto è proprio un’istituzione scolastica che ridà speranza alla protagonista.

Sì, è così, voglio aggiungere che non solamente ho insegnato ad Harlem, ma vi ho anche vissuto e vi sono andata a scuola io stessa, ho frequentato il City College dove ho preso la mia prelaurea e perciò ho visto tutte le sfaccettature dell’insegnamento e della vita di Harlem.

Il suo libro so che è stato molto letto dai giovani di Harlem. Lei a che pubblico si rivolge, ai ragazzi del ghetto o è una denuncia rivolta ai benpensanti?

Io ho scritto per tutti e devo aggiungere che quando il libro era pronto sono andata alla mia casa editrice e c’erano lì 200 copie a mia disposizione perché le mandassi a chi volevo, e io ho cominciato a mandarne una copia alla moglie del Presidente, Hillary Clinton, a tutti i sindaci neri di città americane, a tutti i responsabili delle organizzazioni sulla sieropositività e l’AIDS, agli psichiatri e agli psicologi neri, ai bibliotecari, agli insegnanti o a gruppi che si occupano del recupero delle persone in difficoltà, a gruppi di donne.
Perciò li ho mandati sia al mondo dei benpensanti, sia a quanti possono far sì che il libro sia veicolato, anche attraverso le biblioteche circolanti, e arrivi ad esempio a quelle povere ragazze che, magari, leggono qualcosa ma pensano che le loro storie non potranno mai destare interesse in qualcuno.

leggi la recensioneLa famiglia d’origine della protagonista è un disastro. La presenza però dei figli, soprattutto del secondo bambino di Precious, è invece vista come elemento positivo e di speranza.
Qual è la sua opinione sulla famiglia come istituzione sociale?

Forse la famiglia nucleare, quella fatta da madre, padre e bambino non è adatta alla forma di vita che hanno lì, nel ghetto.
Ma una famiglia, che sia un gruppo di persone, che sia un sostegno e un nucleo forse è ancora qualcosa che ha un valore. Diciamo che il concetto di famiglia deve essere aggiornato a forme diverse che non sono quelle che noi abbiamo in mente.
Precious soffre della violenza della propria famiglia, ma sa perfettamente, sia perché guarda la televisione, sia perché lo sente dentro di sé, che non è così che dovrebbe essere trattata. Lei non sa bene come dovrebbe essere trattata, perché gli stereotipi che vede alla televisione sono ben altra cosa. Non riesce però a capire come della gente che generazione dopo generazione è stata oppressa e maltrattata non possa che riprodurre l’abuso.
Lei ha un minimo di fortuna in più: ha dentro di sé la capacità di essere una buona madre e lo vuole essere, poi Precious riceve, in quel momento, quel minimo d’aiuto che la fa scattare e che fa di una possibile “violentatrice” qualcuno che vuole essere proprio diverso da quello che ha subito.

Qual è la reazione delle giovani donne del ghetto alle violenze che subiscono quotidianamente?

Esistono due categorie: quelle che essendo state maltrattate riproducono le violenze e quelle che capiscono e cercano di evitare nella prossima generazione che la stessa cosa si perpetri.

🦧Il linguaggio utilizzato è molto complesso: il libro è quasi interamente scritto nel linguaggio sgrammaticato della protagonista. Perché ha fatto questa scelta?🦧

Io cercavo di mostrare quello che una Precious sente, quello che deve superare, quella che è la sua vita di tutti i giorni per lei, in questa sua incapacità di comunicare. 🦧
Quando incomincia a scrivere quei pochi segni che scrive, la sua frustrazione deve essere al massimo, perché a lei nella testa ronza qualche parola, ma non riesce a mettere giù nemmeno una parola compiuta. Io mi ricordo di aver visto un film in cui si trattava della condizione dei sordi e se ne parlava, se ne discuteva, si cercava di far capire cosa provano e a un certo punto tolgono l’audio, mentre l’attore continua a parlare e così tutti si trovano nella condizione dei sordi. È quello che ho voluto fare io: mettere il lettore nelle stesse condizioni di Precious, perché a volte deve lottare con la pagina per capire che cosa diavolo vuol dire questa ragazza, ma lei deve farlo sempre per cercare di comunicare.

Il traduttore deve aver avuto grandi difficoltà a tradurre queste pagine. Quali sono stati i suoi contatti col traduttore?

No, io l’ho incontrato solo a pranzo, ma è a sua volta un poeta, un insegnante e ha insegnato ai bambini dislettici. Questa combinazione ha fatto sì che questa fosse una traduzione particolarmente felice, ma per il resto io non l’ho potuto seguire, non parlando a mia volta la lingua italiana. Forse questo è però un caso molto particolare.
Anche per le traduzioni in altre lingue, è capitato che accettassero di tradurre il mio libro persone che avevano un coinvolgimento particolare, perché – siamo seri! -, il mestiere del traduttore non è molto pagato e non conviene a nessuno perdere tempo a cercare un tipo di linguaggio che adatti a un’altra lingua una situazione che è irriproducibile nella propria.
Sono stata fortunata, mi sono imbattuta in persone che hanno voluto, per ragioni loro, fare questa traduzione. (il social dei (il social dei libri)
________________________________________

Più informazioni su

Commenti

Translate »