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Furore, secondo Geopop il Fiordo non sarebbe…un Fiordo !

Il rigore scientifico si scontra con le leggende di Furore, il diavolo e le Janare

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Furore, secondo il noto sito web scientifico Geopop il Fiordo non sarebbe in realtà un Fiordo, ma una Ria, ecco la spiegazione scientifico-geografica :

Siete mai stati al famoso “Fiordo di Furore” in Costiera Amalfitana? Ci spiace deludervi, ma in questo caso il termine fiordo è usato impropriamente. I fiordi infatti sono profonde insenature dal profilo a forma di U che hanno origine dall’erosione delle pareti e del fondo delle valli da parte delle lingue dei ghiacciai che si sono formati durante l’ultima era glaciale. Sono numerosi e bellissimi quelli in Norvegia, Islanda, Groenlandia, tutti territori coperti dai ghiacciai durante la glaciazione Weichesliana. Quello di Furore invece è una forma costiera che si chiama Ria, consiste in una insenatura di origine fluviale formatasi durante l’ultimo periodo glaciale del Pleistocene che è stata successivamente invasa dal mare durante la risalita olocenica. Altri esempi di ria si trovano in Galizia, in Sardegna o in Montenegro.
Certo con tutto il rispetto per la scienza, ‘la Ria di Furore’ non è poi tanto romantico.
Sull’origine di Furore insistono molte leggende, la più acceditata è quella del diavolo scacciato dai suoi abitanti, ecco come viene riportata sul sito web del comune di Furore :

Quale che sia stato il suo reale soma se uno di questi o altri, è certo che, non si sa quanto tempo fa, il diavolo in persona fece la sua apparizione nella Terra Furoris. E, in osservanza del loro nome, gli abitanti di queste contrade, letteralmente “furiosi” ed assolutamente non inclini ad accettare la sua ignobile presenza, lo scacciarono in malo modo. Qualcuno dice che il signore delle tenebre, vistosi trattato con così malagrazia, volesse vendicarsi e pensasse di farlo lasciando un caldo ricordo del suo corpo proprio all’uscita del paese, in sommità, verso Agerola. Così fece e, dovendo poi provvedere alla sua intima e personale pulizia, il demonio non potè fare a meno di agire alla buona, alla contadina per così dire, utilizzando un’erba, la prima che gli capitò sotto mano. Mal gliene incolse perchè quell’erba era tra le ortiche più feroci che crescessero da quelle parti. Il focoso arbusto fece fino in fondo il suo dovere a contatto con la pelle dell’irsuto ed indesiderato ospite provocandoli acuti bruciori ed irrefrenabili pruriti. Quello se ne andò bestemmiando ad altissima voce, pestando con violenza i piedi in terra e si dice che abbia aggiunto:

“Furore feroce!

Mal’acqua, mala gente

pure ll’evere ?malamente!”

In ricordo di questa sua rapidissima passata, la terra che fu violentemente calpestata dal suo zoccolo caprino e che ne rimase impressionata da portarne, si dice, ancor’oggi l’impronta, fu detta di “pedata”. I Furoresi hanno fatto, dunque, onore al loro nome che evoca una qualche terribilità. Pare che, però, storie a parte, il nome di Terra Furoris sia dovuto al fortissimo rumore del mare quando, nelle notti di tempesta, si infrange tremendo contro l’imboccatura del Fiordo

Altra famosa leggenda su Furore è quella che riguarda le Janare, anch’essa descritta sul sito del comune :

Sembra impossibile che in una terra luminosa e solare come la costiera dai profumi intensi e dai colori accesi possano trovare ospitalità le streghe … Ma è subito dopo il tramonto che il mare del blu più intenso diventa nero e la Costa Splendida si trasforma in un insieme di ombre nere e grigie. Nel Fiordo, quando le ombre diventavano spesse ed impenetrabili, si racconta che le janare tenessero convegno. Sembra che proprio da qui partissero, in lunghe barche, verso lidi lontani per le loro notturne scorrerie …  Ma chi erano le janare? Certamente donne. Sembra che venissero da Conca. Ma che fossero tanto malvagie non è altrettanto sicuro. Un fatto, però sembra chiaro: chi provò a spiarle pagò con grande spavento e minacce la sua impudenza. E’ certo anche – raccontano – che, per farsi rispettare non esitavano a terrorizzare le persone. Una notte , un pescatore, insospettito si nascose nella sua barca, giù alla marina del Fiordo, ed attese che le janare venissero. Nella notte tutto sembra prendere vita e ogni piccolissimo rumore assumere connotazioni abnormi…. Le janare giunsero a notte fonda e, messa la barca in acqua, si diressero lontano, verso Palinuro. Erano sette e non si accorsero del pescatore che se ne stava nascosto sul fondo della barca. Scese che furono fecero una grande razzia di grano. Anche il pescatore non visto prese del grano per sé. Il giorno dopo ci fu in paese una grande festa. Il pescatore, orgoglioso d’aver sfidato la paura e il buio della notte e d’aver così scoperto le janare, si mise all’occhiello una spiga del grano rubato per farsi bello. Ma c’era anche una delle janare, che, vedendo la spiga, capì che la notte precedente il pescatore s’era nascosto nella barca e le aveva scoperte. Lo minacciò e l’uomo, impaurito, scappò via tanto velocemente che ora sta ancora correndo e non si sa dove mai sia arrivato…Come tutte le creature notturne, le janare s’intendevano di medicina ed erano, per questo, consultate nei momenti difficili della vita che prima o poi capitano a tutti. Pare che i loro medicamenti fossero efficaci e benigni . E, come tutte le streghe che si rispettano, anche le janare preparavano filtri d’amore …E’ tutto ciò che porta al trionfo dell’amore può essere considerata la più grande delle medicine. e, dunque se ciò non ci autorizza a definir grandi coloro che riuscivano ad ottenere questi effetti certamente grande doveva essere il loro potere…

 

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