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Elezioni per il Presidente della Repubblica: il più votato è Paolo Maddalena

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Elezioni per il Presidente della Repubblica: il più votato è Paolo Maddalena.

Paolo Maddalena è attualmente il più votato alle elezioni, attualmente in atto, per il Presidente della Repubblica. È un ex giudice della Corte Costituzionale, indicato dai fuoriusciti del M5S. Nemico delle multinzazionali e del liberismo, fautore dell’uscita dall’euro e grande critico di Draghi.

Indicato come candidato al Quirinale dai parlamentari fuoriusciti dal M5S e del movimento «L’Alternativa c’è», è stato anche promotore di scenari per la partecipazione diretta dei cittadini alla politica. Tra le tante chede bianche lette, il nome di Maddalena è risultato il più votato.

Maddalena è in pensione dal 2017 ed è tra i fondatori dell’associazione «Attuare le Costituzione». Nato a Napoli nel 1936, è stato docente universitario, ricercatore, autore di saggi di diritto, giudice della Corte dei Conti, ma soprattutto della Corte Costituzionale dal 2002 al 2011.

Come riportato sul sito ufficiale del movimento fondato dall’ex magistrato: «Una forza popolare che, senza obiettivi partitici ed elettorali, lavori continuativamente per l’attuazione della Costituzione esercitando la sovranità popolare “dal basso” che i principi e i valori costituzionali garantiscono: azione popolare e protagonismo dei cittadini e delle cittadine, per un governo partecipato in ogni Comune, con presidi di informazione e formazione».

La sua popolarità si deve alle sue importanti prese di posizioni contro l’euro e l’economia di libero mercato. «Il sistema neoliberista vuole tutta la ricchezza concentrata nelle mani di pochi: autostrade, frequenze televisive, acqua, rotte aeree. Il primo vero problema da affrontare, per uscire dalle crisi ambientale, sanitaria e economica nelle quali siamo caduti, è quello che riguarda il tema importantissimo, ma stranamente trascurato, della “creazione del danaro dal nulla”».

Maddalena continua: «L’affermazione del pensiero unico dominante del neoliberismo ha come obiettivo la distruzione dello Stato-Comunità, disgregando la popolazione, rendendola il più possibile individualista e priva di senso di solidarietà, spingendola ad un continuo litigio».

Tra le sue prese di posizioni vi è il sì alla chiusura dell’ex Ilva di Taranto, accompagnata alla contestuale assunzione da parte dello Stato dei lavoratori.

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