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Donne e Madonne raccontate da Fede ‘n’ Marlen

Napoli – Fede ‘n’ Marlen, al secolo Federica Ottombrino e Marilena Vitale (Premio Bianca d’Aponte, sez. Critica, 2017), sono due cantautrici napoletane, che calcano la scena musicale nazionale dal 2013. Hanno esordito con l’EP “Stalattiti” (2014), seguito nel 2016 da “Mandorle”, due progetti molto apprezzati da critica e pubblico. Nel loro bagaglio di influenze sonore e formazione musicale c’è la musica d’autore dei cantautori sudamericani, come Caetano Veloso e Adriana Calcanhotto, l’immancabile canzone napoletana, l’amore per gli strumenti acustici e tradizionali, la voglia di parlare ad un mondo che sembra aver perso passione per il bello. “Terra di Madonne” è il loro terzo album, composto da nove tracce, disco prodotto artisticamente da Massimo De Vita, mixato da Paolo Alberta che vede la produzione esecutiva di Luciano Chirico. Il titolo del progetto musicale rivela da subito il legame con Napoli, “Terra di Madonne”. Sì, Napoli è terra di Madonne, quelle che da secoli illuminano i vicoli di questa città. Edicole votive che sono ad ogni angolo o quasi dell’ex capitale del Regno appartenuto ai Borboni. Molti ignorano che la maggior parte di queste edicole furono realizzate grazie un frate domenicano, Gregorio Maria Rocco, originario di Massa Lubrense, ebbene Padre Rocco, riprendendo un’usanza in effetti molto più antica (Lares romani), trovò il modo di risolvere il grave problema dell’illuminazione della città: sfruttando il forte sentimento religioso del popolo, suggerì al Sovrano di posizionare delle immagini sacre, Madonne e i Santi, negli angoli delle strade più buie, con l’invito ad accendere delle candele per dimostrare la devozione verso l’immagine raffigurata. Tale pratica, nelle lungimiranti intenzioni di padre Rocco, doveva servire soprattutto a scoraggiare i malintenzionati, che in questo modo non godevano più del favore delle tenebre per derubare o ammazzare le proprie vittime. Le “Madonne” cantate da Fede ‘n’ Marlen non sono solo quelle che illuminano ancor oggi i vicoli della metropoli partenopea, ma le donne, quelle che sempre per antico costume e in segno di rispetto, vengono appellate: “madonne”. Per questo motivo la copertina del loro album ritrae Sadako Sasaki, bambina e atleta giapponese vittima della bomba atomica americana. Sadako con il fratellino era a 1,7 chilometri da dove cadde la bomba d Hiroshima (1945), la ritrovarono sotto il ponte di Misasa apparentemente illesa, ma dopo alcuni anni (1954), a 11 anni, dopo una gara ciclistica, sport in cui eccelleva, scoprì di avere la leucemia, conseguenza delle radiazioni nucleari. Il fratellino, Chizuko, preoccupato per lei, le parlò di un’antica leggenda secondo la quale chi fosse riuscito a creare mille orizuru (origami a forma di gru) avrebbe potuto esprimere un desiderio, lei espresse il desiderio di tornare a gareggiare: morì la mattina del 25 ottobre 1955, le mille gru di carta che realizzò sono sepolte con lei. Nel 1958, fu collocata al Parco delMemoriale della Pace una statua raffigurante Sadako mentre tende una gru d’oro verso il cielo. Ai piedi della statua, una targa reca la frase: “Questo è il tuo pianto. La nostra preghiera. Pace nel mondo”. Le nove tracce del disco di Federica Ottombrino e Marilena Vitale hanno questa intensità emotiva ed eleganza, raccontano il dolore, la voglia di inclusività, ma soprattutto la forza delle Madonne, che illuminano l’oscurità quella fisica e quella morale degli uomini.
Di Luigi De Rosa

Link utili : https://www.facebook.com/fedenmarlen/

Generico gennaio 2022
Fede ‘n’ Marlen

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