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Da Salerno alla penisola sorrentina: commercianti piegati in due dalla crisi covid, aperti senza tutela

“Ci consentono di restare aperti e lavorare, ma non tutelano la nostra salute. Così, uno ad uno, a settimane alterne, ci stiamo contagiando tutti e siamo costretti ad auto-sospendere le nostre attività: chi ci rimborsa tale chiusura forzata per isolamenti e quarantene?”. I quotidiani di Salerno si fanno portavoce dei commercianti salernitani piegati in due dalla crisi che da due anni a questa parte ha viaggiato a braccetto con l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

La situazione a Sorrento

Non solo Salerno. Anche i titolari delle attività della costa di Sorrento sono dello stesso avviso. Si sentono abbandonati da un Governo che ha si permesso di riaprire, ma non ha dato il giusto apporto per mantenere viva un’attività in un periodo talmente nero per l’economia. Sorrento – così come la costiera amalfitana – si sa, vive solo di turismo, ma i paesi dello shopping tra cui Piano di Sorrento stanno letteralmente soffrendo inghiottiti da un sistema a tratti incerto, lento e macchinoso.

Il fondo dei dubbi

Come se non bastasse, il Fondo per il rilancio delle attività economiche non convince i commercianti del posto. Istituito presso il Mise a sostegno del commercio al dettaglio, il fondo ha l’obiettivo di fornire aiuti sottoforma di contributo a fondo perduto per le imprese che abbiano subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019

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