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Covid, scuole al collasso: presidi costretti a turni sfiancanti per tracciare positivi

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Le scuole italiane sono in affanno a pochi giorni dalla ripresa delle attività didattiche in presenza dopo lo stop delle festività natalizie. Forte della contagiosissima – ma meno letale – variante Omicron – il coronavirus continua a galoppare in Italia e tra le scuole ormai da due anni a questa parte. La vita di ognuno è cambiata, ma soprattutto le istituzioni si sono dovute adattare a sistemi per nulla semplici e fluidi, complice la lenta burocrazia italiana.

L’iter che ruota attorno al tema vaccini, tamponi, quarantene e tracciamento dei positivi ha destato non pochi dubbi provocando dibattiti anche molto accesi tra i massimi esperti epidemiologi italiani. La lentezza di tali sistemi sta gravando in questi giorni soprattutto sulle scuole, che ora si ritrovano a fare i conti con un numero quadruplicato di tracciamenti da effettuare per eventuali contagi che spuntano improvvisamente tra gli alunni. A quanto pare i presidi sono costretti a turni sfiancanti di quasi 20 ore di lavoro per mappare i positivi in classe. Il sostegno delle autorità sanitarie locali era prezioso in precedenza, ma ora la loro assenza costringe i dirigenti scolastici a lavorare anche il sabato e la domenica, spesso privandosi di un attimo di riposo. Ogni singolo caso pervenuto nell’istituto passa tra le mani dei presidi, che sono giunti allo stremo delle loro forze.

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