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Cava de’ Tirreni e Costiera Amalfitana: è divorzio

Cava de’ Tirreni e Costiera Amalfitana: è divorzio. Il sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, ha preso le distanza dagli ambiti territoriali della Costiera Amalfitana, avvicinandosi all’Agro Nocerino Sarnese. Era diverso tempo, infatti, che non correva buon sangue, istituzionalmente parlando, tra il Comune di Cava de’ Tirreni e quelli della Costa d’Amalfi, soprattutto in seguito alla vicenda del commissariamento del Piano di Zona Ambito S2.

Come afferma Giuseppe Ferrara in un articolo della Città di Salerno, ora l’amministrazione prepara il terreno per una collaborazione intercomunale, circoscritta alle città confinanti (della Costiera compresa, quindi, solo Vietri sul Mare o al massimo Cetara), dalla quale trarre massimi vantaggi, soprattutto nell’ottica di intercettare i fondi del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Per una serie di dinamiche socioeconomiche ormai desuete, Cava e la Costa d’Amalfi vengono raggruppate in ambiti comuni – ha spiegato Servalli -. Ma se da un punto di vista turistico e ambientale la Costiera è un collegamento meraviglioso per noi e che dobbiamo sempre mantenere, bisogna fare una distinzione in altri ambiti, come quello sanitario e dei servizi sociali. Lo stesso Piano di Zona Cava-Costiera, così come è strutturato, è assolutamente fallimentare perché è difficile mettere insieme le esigenze di comuni molto diversi. Bisogna ribaltare questo ragionamento, altrimenti corriamo il rischio di non realizzare alcun progetto del genere».

La considerazione del primo cittadino arriva a seguito di una serie di solleciti da parte della minoranza (in particolare dal consigliere di “Siamo Cavesi”, Raffaele Giordano ) ma anche dagli esponenti di Rifondazione Comunista, che avevano chiesto delucidazioni sulle attività che l’amministrazione sta mettendo in campo relativamente alla realizzazione di un Ospedale di Comunità. «C’è già una forte intesa con i comuni di Vietri sul Mare e Nocera Superiore – continua Servalli – ma anche così non raggiungiamo una popolazione di 100mila abitanti, necessaria per portare avanti il progetto dell’ospedale di comunità. Stiamo immaginando, quindi, di coinvolgere anche i comuni di Roccapiemonte e Castel San Giorgio o anche Cetara».

Se da un lato, quindi, si programmano le migliori strategie per permettere al territorio cavese e alle città limitrofe di trarre il massimo vantaggio dai nuovi fondi per la ripresa economica, dall’altro l’amministrazione comunale prepara il terreno per far sì che i progetti in cantiere in termini di sanità territoriale possano trovare il più celere riscontro. «L’obiettivo che ci siamo dati, anche dopo una serie di interlocuzioni con l’Asl – ha aggiunto il primo cittadino – , è quello di mettere a disposizione, sul territorio cavese, una struttura per la realizzazione dell’ospedale di comunità, con una serie di indicazioni, anche abbastanza puntuali, inoltrate all’Asl di Salerno. Abbiamo avuto anche un incontro, su questo specifico tema, con il direttore generale Mario Iervolino, perché non c’è dubbio che è questo uno degli snodi fondamentali per fare in modo che a Cava de’ Tirreni si possa raggiungere un obiettivo di questo tipo. E con la collaborazione dei comuni limitrofi sarà sicuramente più facile».

A tal proposito sono arrivati a Palazzo di Città un ingegnere e un architetto incaricati di lavorare, nel settore della pianificazione urbanistica, delle strategie e della visione del territorio, proprio al Pnrr. «Sono sicuro – conclude il sindaco Servalli – che con queste due figure faremo un salto di qualità in questo senso».

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