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Cava de’ Tirreni. Accusato di stalking, viene assolto: ex moglie non credibile

Cava de’ Tirreni. Accusato di stalking, viene assolto: ex moglie non credibile. Accusato di maltrattamenti e violenze nei confronti della moglie, viene assolto con formula piena. Infatti, video, chat e messaggi smascherano la donna.

Un articolo del Mattino, racconta l’incubo dal quale l’uomo, un militare cavese, é riuscito a liberarsi: «Questa sentenza, come tante altre, dimostra – spiega l’avvocato Vincenza Socci, legale dell’imputato – come molte donne si barricano dietro al pretesto delle numerose donne vittime di femminicidio, per ordire un proprio disegno criminoso, in danno dei propri ex. Anche se, i denunciati verranno assolti comunque, vivranno anni di supplizio, e gravi disagi, dal perdere il lavoro all’estremo gesto del suicidio, nel timore di non vedersi riconosciuta la propria innocenza».

I fatti si riferiscono a qualche anno fa. Nell’agosto del 2015, dopo pochi mesi di frequentazione, i due decidono di sposarsi. Un matrimonio, deciso ed organizzato, in gran fretta perché l’ uomo doveva (come poi successo) partire in missione per l’Afghanistan. La scelta di sposarsi non era stata condivisa dai genitori di lui, vista il breve fidanzamento, ma in ogni caso accettata.

Nel giugno 2016 nasce il loro unico bambino. L’uomo torna dall’Afghanistan nel 2017 e da allora inizia la crisi matrimoniale. «Il mio assistito ha dormito anche in macchina per tentare di vedere suo figlio. Poi nel febbraio del 2018 lui è andato via di casa e lei lo ha denunciato per maltrattamenti in famiglia, che nel corso del processo è stato dimostrato che a subito maltrattamenti era lui, da qui l’assoluzione in formula piena».

A convincere il giudice le prove esibite in aula: video, chat, messaggi vocali che hanno smontato l’impianto accusatorio. Nel corso delle udienze sono stati ricostruiti i litigi, oggetto delle denunce della donna, che si sarebbero consumate a casa di lei. Le registrazioni hanno provato non solo che si trattava di liti dove entrambi usavano un linguaggio volgare e condito di minacce, ma anche che la donna avrebbe usato le denunce come un’arma nei confronti dell’allora marito. «Il giudice, dottoressa Montone, ha assolto il mio cliente – conclude l’avvocato -. Un vero e proprio incubo é finalmente finito». Ora l’uomo è tornato finalmente libero dal marchio che gli era stato impresso in questi anni. «Finalmente il mio assistito é tornato a camminare a testa alta senza la paura e il timore di giudizi affrettati, per qualcosa che non hai commesso – conclude l’avvocato Vincenza Socci». Nelle prossime mesi si discuterà anche della crescita condivisa del loro unico figlio con la speranza che si pensi sopratutto al bene del piccolo, accantonando liti e vecchi rancori.

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