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Capri, l’Arco naturale non è privato: il Comune si assicura il primo round al Consiglio di Stato RETTIFICA

Sotto rettifica Capri, l’Arco naturale non è privato: il Comune si assicura il primo round al Consiglio di Stato. Il Comune di Capri si è assicurato il primo round al Consiglio di Stato, che con sentenza depositata ieri ne ha sancito la proprietà di sentieri e viottoli che lo circondano l’Arco Naturale, una struttura rocciosa presente, in forma di arco, formatasi sull’isola di Capri a seguito di processi erosivi esogeni ed endogeni che ne hanno interessato le rocce. La struttura, di natura calcarea, è larga 12 metri ed alta 18 sopra il livello del suolo.

Il contenzioso giudiziario era nato con i proprietari di una villetta di circa 50 mq, circondata da un’ area verde di seimila mq, che avevano apposto reti metalliche e paletti di legno con la scritta proprietà privata impedendo l’accesso al percorso naturalistico che da quel punto conduce alle calle cavità carsiche dette le Grotte del fieno, usate dagli antichi abitanti dell’isola come deposito del foraggio per lasciarlo essiccare.

Luigi Farella, presidente dell’associazione Percorsi e Sentieri dell’Isola di Capri, oggi scomparso, otto anni fa aveva dato il via alla querelle presentando un esposto al Comune insieme ad altre associazioni ambientaliste. Gli ambientalisti, infatti, durante una delle loro passeggiate, si trovarono dinnanzi questo cartello che indicava la proprietà, in una delle più preziose bellezze di Capri, il belvedere dell’Arco Naturale.

Le associazioni ambientaliste tra cui Legambiente, Capri Excellence e Percorsi e Sentieri, si rivolsero dunque immediatamente al sindaco perché rimuovesse tutto, ritenendo che l’intera zona, al di là delle abitazioni private, fosse di legittima proprietà del Comune. I proprietari dell’immobile fecero ricorso al Tar, che nel 2014 emanò una prima sentenza a loro favorevole: gli abusi edilizi, l’apposizione dei paletti lungo la strada, la rete metallica e le telecamere di sorveglianza secondo il Tar erano legittimi, considerando che nelle mappe catastali del Comune non risultava una strada comunale denominata via vicinale Arco Naturale, quella che secondo il Comune era stata interdetta da quegli ostacoli. La sentenza però non scoraggiò il Comune, che rimosse tutti i cartelli e si rivolse al Consiglio di Stato, affidandosi all’avvocato Alessandro Biamonte.

Il verdetto è arrivato ieri, ed accoglie in pieno tutte le tesi del Comune: documentazione, testimoniante e relazioni tecniche, secondo i giudici amministrativi di secondo grado, oltre a rilevare l’esistenza di un sentiero naturalistico che collega le Grotte del Fieno e il Belvedere dell’Arco Naturale inseriti in un contesto di altissimo valore ambientale, evidenziano che la gradinata che conduce al belvedere va a collegarsi, tra l’altro, con due strade pubbliche comunali, via Tamborio e via Moneta. Nulla, insomma, dell’area piò essere proprietà privata o essere interdetta al passaggio.

Fonte IL Mattino di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo rettifica

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