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Attacco hacker all’Asl Napoli 3: busta paga ridotta e tolti buoni pasto al personale sanitario

L’Asl Napoli 3 Sud ha consegnato buste paga ridotte di centinaia di euro o addirittura dimezzate a medici, infermieri e il resto del personale sanitario. L’Azienda comprende un territorio articolato in 56 Comuni della provincia di Napoli, collocati nel territorio a sud del capoluogo. Dunque si tratta di un danno enorme per migliaia di dipendenti, dal napoletano fino a Castellammare di Stabia e la Penisola Sorrentina con l’ospedale di Sorrento. Proprio loro, i tanto agognati “angeli” della crisi covid, che tutt’ora continuano a lottare in camice, occhialini e doppia mascherina, la stessa sacrosanta mascherina che qualcuno rifiuta di indossare. Insomma, prima di chiamarli angeli, basterebbe fermarsi un attimo e riflettere. Riflettere su quanto possa essere ingiusto ridurre uno stipendio – già decimato per il lavoro che svolgono – a queste persone.

Addio a stipendi e buoni pasto

Intanto l’Asl Napoli 3 si è vista costretta a detrarre soldi dagli stipendi o elargire retribuzioni minime per via dell’attacco – che qualcuno definisce presunto attacco, ma questa è un’altra storia – da parte degli hacker alla banca dati dell’Azienda Sanitaria Locale. Il danno causato dal gruppo di cyber criminali, pare abbia costretto l’Asl a non poter distribuire i buoni pasto che periodicamente recapitava ai sanitari.

L’attacco, il riscatto, le indagini

Lo scorso 7 gennaio, gli autori della frode informatica si sono resi protagonisti di un furto di dati, che una volta criptati, sono stati resi inaccessibili all’Asl. Il gruppo denominato “Sabbath” ha poi chiesto un riscatto milionario all’azienda, in caso contrario avrebbero pubblicato parte di quei dati. Ed ecco che sono volati in rete migliaia di file tra codici fiscali, certificati medici per la cura del covid, fatture, concorsi, reclami, ecc. Intanto gli agenti della Polizia Postale sono ancora sulle tracce dei malfattori.

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