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Antonello de Rosa di nuovo in scena con “Il malato immaginario” di Molière in vernacolo

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    In scena, per due fine settimana consecutivi, sabato 22-29 e domenica 23-30, la pièce teatrale tratta dalla commedia di Molière, “Il malato immaginario”. La location, il teatro La Mennola, ospiterà la compagnia stabile di Scena Teatro, Carlo Simeoni, Teresa Massaro, Gennaro Rosa, Renato Rescigno, Rosanna De Bonis, Mario Vietri, Rosalia De Blasio, Franca Guarino e Maria Mazziotti.

    Il regista, nonché timoniere, Antonello De Rosa invita la cittadinanza a non avere paura del teatro, poiché, “oggi” dice “esso è il luogo più sicuro.”  De Rosa trova inconcepibili le conclusioni adottate da qualche “teatrante di terz’ordine”, così li definisce, nel fermare autonomamente le messe in scena. “Trovo gravissimo tutto questo” dice il regista “il male viene provocato dall’interno con la scelta di qualche teatrante amatore, che stoppa gli spettacoli. Ma perché far passare questo messaggio?! In teatro siamo controllati e soprattutto il rischio contagio è bassissimo. Il tetaro è il luogo più sicuro. Io non mi fermo, anche perché vivo di questo!”

    Ed è così che nonostante il clima austero, dovuto alla pandemia e alla paura dei contagi che ormai alberga in ogni individuo, Scena teatro prosegue nell’onorare, con ogni forma di tutela, il cartellone prefissato.

    LA TRAMA: Il Malato Immaginario,(Le Malade imaginaire), è una Comédie-ballet in III atti, del drammaturgo francese Molière. Nel XVII secolo, in Francia, il termine “immaginario” significava pazzo. La pièce venne rappresentata per la prima volta il 10 febbraio 1673 ed è un’autobiografia del drammaturgo. Intesa dal suo autore come una farsa è stata scritta nell’ultimo anno di vita di Molière, ed è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un’aspra denuncia della società del suo tempo. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.

    La riscrittura scenica è stata curata dal regista Antonello De Rosa, che ha adattato la pièce al vernacolo.

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