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Amalfi, nella Giornata della Memoria un toccante ricordo del giornalista Sigismondo Nastri

In questo 27 gennaio, Giornata della Memoria, pubblichiamo un toccante ricordo affidato dal giornalista di Amalfi Sigismondo Nastri ad un post sul suo profilo Facebook: «Ero ragazzino, poco più di un bambino, nell’immediato dopoguerra. Frequentavo la scuola elementare e, all’uscita dalle lezioni, andavo da mio padre, impiegato in municipio, per tornare a casa con lui al termine dell’orario d’ufficio.
Un giorno mi vinse la curiosità di leggere la mia scheda anagrafica. La tirai fuori dall’armadio metallico che conteneva, in raccoglitori ordinati alfabeticamente, i dati di tutti i cittadini di Amalfi. Un armadio maestoso, che si apriva e chiudeva facendo scorrere una pesante serranda. Vi trovai – insieme ai dati personali: cognome, nome, paternità e maternità, data di nascita, indirizzo – un’annotazione, non scritta a penna, ma impressa addirittura con un timbro: “Razza ariana”. Non riuscivo a coglierne del tutto il significato: mi fu spiegato da papà.
Mi colpì la ripartizione delle persone per razze, come avviene per gli animali. Istintivamente, me ne vergognai».

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