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A Capri anche Hiddigeigei è finalmente cittadino dell’Isola Azzurra

Capri (NA) Il Sindaco di Capri, Marino Lembo, ha annunciato alcuni giorni fa che la sua amministrazione si farà carico di mantenere le dieci colonie feline censite sul territorio, acquistando quindi alimenti, medicinali e garantendo sempre il primo soccorso dei gatti, che ora sono a tutti gli effetti dei cittadini capresi. Non solo, aiuterà le associazioni animaliste presenti sull’isola ad averne cura quando necessario e promuoverà tra gli alunni dei plessi scolastici dei corsi di formazione sulla conoscenza e l’attenzione per gli animali d’affezione e quelli randagi. Al di là del gesto di grande generosità e sensibilità mostrato dall’amministrazione caprese, questa scelta rappresenta un modo di tutelare un patrimonio non solo autoctono animale ma anche culturale dell’isola di Capri, in quanto il gatto è specie presente in questo Paese fin dall’antichità, gli storici locali suppongono sia stato introdotto dai mercanti Fenici, che erano soliti tenerli sulle proprie navi sia come portafortuna e sia per liberare le stive dai topi. Ma a queste notizie storiche possiamo aggiungerne altre di carattere più squisitamente culturale e sociale, infatti, se oggi riguardo a Capri parliamo di isola cosmopolita, multietnica e multiculturale, è perché da secoli qui hanno trovato residenza tantissimi stranieri e non mi riferisco solo ai miliardari che sceglievano l’isola azzurra come stazione climatica, ma anche a tutta quella pletora di bohèmiens, dissidenti politici, dandies, che la elessero a patria di libertà. Tra questi amanti della libertà c’erano moltissimi gattofili, come scrive Rossella Funghi in “Spirito felino”  articolo pubblicato sulla rivista “Capri Review”.  Tra i luoghi più amati dai gattofili capresi mi piace ricordare  che a cavallo tra Otto e Novecento, nel cuore dell’isola, c’era una caffetteria, che per cinquant’anni divenne una sorta di emblema vivente della gattofilia  e del melting pot caprese, come ci ricorda Kasia Burney Gargiulo in un bell’articolo dal titolo emblematico: “Zum Kater Hiddigeigei” (su “Fame del Sud” 6 luglio 2014, N.d.A.). Già è di questo “gatto” che vi volevo parlare, del caffè “Zum Kater Hiddigeigei” (Il gatto Hiddigeigei), che sorgeva al pianterreno di Palazzo Ferraro, all’inizio della centralissima Via Vittorio Emanuele, allora più internazionalmente nota come via Hohenzollern. Il caffè rientrava nelle proprietà della ricca famiglia Ferraro ma fu gestito fin dalla sua fondazione (intorno al 1880) da Giuseppe e Lucia Morgano, con il nome appunto di Caffè Morgano. Il successivo nome del locale fu un omaggio al simpatico gatto sfaticato protagonista de “Il trombettiere di Säckingen”, opera del poeta tedesco Joseph Victor von Scheffel, la cui stesura fu portata a compimento nel vicino Hotel Pagano, l’albergo più antico di Capri. Come questa piccola e raffinata storia dimostra, tra Capri e i gatti c’è sempre stato un grande feeling, che è stato trasmesso anche ai suoi illustri ospiti. Probabilmente tra i felini oggi presenti sull’isola, c’è il discendete di Hiddigeigei, anche lui da alcuni giorni cittadino di Capri a tutti gli effetti. Se avete voglia di individuarlo tra quelli che compongono le dieci colonie storiche presenti  sull’isola, eccovene la descrizione fatta dallo stesso Joseph Victor von Scheffel: gatto maschio, occhi verdi, una pelliccia di velluto nero, una coda possente e una “faccia a volte superbamente sofferente” e aggiungo che sempre secondo lo scrittore tedesco il suo gatto “Hiddigeigei” sa anche poetare, quindi se v’imbatterete in un gatto nero dagli occhi verdi che miagola come se stesse recitando la Divina Commedia, l’avrete finalmente trovato! Non dimenticate i croccantini!
A cura di Luigi De Rosa

Generico gennaio 2022
Capri, Zum Kater Hiddigeigei, 1886; Ph. Giorgio Sommer.

Il trombettiere di Säckingen: http://www.trompeter-von-saeckingen.de

 

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