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Un Natale molto diverso, purtroppo un pò dovunque

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Minori, Costiera amalfitana Mo vene Natale, nun tengo denaro, me fumo na pippa e me vaco a cuccà
Mai come in questi ultimi tempi sono sempre di più quelle persone che, causa pandemia, causa perdita di lavoro, causa difficoltà a trovarne qualche altro per rattoppare, non hanno disponibilità sufficiente per trascorrere le festività con , anche se soffocata, spensieratezza.
Anche nel campo turistico (forse il più penalizzato) molti gestori di alberghi, ristoranti, uffici di viaggio preferiscono non rimetterci altri soldi, restare chiusi per queste festività e rimanere in famiglia a danno, però, degli impiegati e operai e di tutto l’indotto, fermo al palo per contagio economico passivo.
Diversi, continuando così le cose, resteranno in famiglia, nell’intimità dei parenti stretti, a godersi il presepe senza rimetterci soldi per le attività aperte ma vuote, a consumare la cena con baccalà, capitone e a giocare a tombola, tentando di segnare i numeri estratti con altro e non con i famosi fagioli o altri legumi (perchè comun que costano)
Nemmeno il piacere di partecipare alla Messa di mezzanotte della Vigilia perchè la pandemia-lock down impone un pò dovunque di anticipare, e di molto, l’orario. Perchè in molte parrocchie, osservanti delle direttive dall’alto, la Messa avviene in concomitanmza con l’ora di cena e… “manco pe piglià friddo”…..
L’unica nota positiva in questo marasma di difficoltà viene dal fatto che molti Comuni hanno preparato ricoveri di emergenza (oltre che case di accoglienza delle varie sigle umanitarie) e offerta di pasto caldo per i senza tetto, i cosidetti barboni
Comunque, Buon Natale

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