Quantcast

Sorrento, l’ex sindaco Raffaele Attardi sul tema dell’occupazione abusiva delle case pubbliche

Sorrento. Il chimico ed ex sindaco Raffaele Attardi interviene su un tema molto caldo in questo ultimo periodo, ovvero quello dell’occupazione abusiva delle case pubbliche. E lo fa con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook: «È iniziata un’altra grande operazione di distrazione di massa: la caccia a chi occupa abusivamente una casa pubblica. E ci si meraviglia che esista questo fenomeno, che in realtà è molto diffuso e non interessa solo le case, ma anche altre aree pubbliche e invece di cercare un rimedio a questa piaga, si allarga e si estende la ricerca delle cause risalendo sempre più indietro indagando su ogni possibile radice storico/socio/economica dell’umanità. E si avvia così un giocoso scaricabarile, arrivando a concludere che ci vogliono nuove leggi.
Ma per limitare questo fenomeno o quanto meno per ridurre i danni che comporta basterebbe mettere nel mirino non solo gli abusivi, difficili da perseguire, ma il proprietario degli immobili che è quasi sempre un Comune, per vedere se quantomeno le abbia censite correttamente e se sia in grado di evidenziare la reale estensione del fenomeno, e quali azioni abbia messo in atto per difendere la proprietà, il suo diritto a trarne un reddito e il diritto ad incassare i tributi previsti dalla legge.
Un’analoga verifica andrebbe fatta per gli altri beni demaniali. Gestire il patrimonio dello Stato e dei Comuni è un obbligo e queste cose indipendentemente da tutto devono essere fatte dagli organi competenti.
Del resto è previsto ogni anno che i Comuni, e immagino anche altre amministrazioni, debbano approvare in sede di bilancio l’inventario dei bei beni immobili di competenza e verificarne la redditività.  Il passo successivo dovrebbe essere andare lì a vedere chi ci sta e, nel frattempo che tutto si chiarisca, imporre che inizi a pagare quanto dovuto. Ma anche in questo caso molte notizie si dovrebbero già avere, perché non è immaginabile che tanta gente sia senza residenza o con residenze fasulle.
Volendo poi essere pignoli, nell’ipotesi che tali beni risultino al catasto e che gli occupanti siano stati censiti, bisognerebbe verificare se sono state attivate le procedure automatiche per incassare le tasse e tributi dovuti.  Tutto questo non ha bisogno d’altro che di una buona, ordinaria amministrazione: le altre questioni dovrebbero venire dopo, quando cioè ciò che è ordinario sia stato messo sotto controllo.
Le magagne con i mezzi che oggi ci sono si possono scoprire: pensate a questo quando vi verrà notificata la prossima cartella per il pagamento dei tributi o quando vi metteranno sotto sequestro qualcosa perché non avete pagato una multa.
Resta poi il problema di normalizzare le occupazioni: una via percorribile sarebbe vendere all’asta le case con diritto di prelazione per gli occupanti e con l’obbligo di demolizione degli immobili invenduti, magari perché troppo degradati. È una strada opinabile, ma quantomeno servirebbe a fare cassa, chiudere questo capitolo e i soldi, se ben utilizzati, potrebbero servire a costruire altre case.
E poiché il diavolo si nasconde nei dettagli, ogni volta che si sana una situazione bisognerebbe poi verificare ad intervalli regolari se tutto è stato risolto.
A proposito a Secondigliano dopo la demolizione delle Vele come va? Gli occupanti hanno avuto una nuova casa e la occupano effettivamente? E pagano il fitto, i tributi ed i servizi? E il Comune garantisce servizi adeguati e la manutenzione straordinaria, così come deve fare un qualunque proprietario? Sono tutti soddisfatti in modo da evitare un nuovo tormentone?».

Commenti

Translate »