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Sorrento Jazz, intervista a Paolo Di Sabatino foto

Sorrento (NA) Paolo Di Sabatino, teramano con radici pugliesi, classe ’70, è uno dei migliori pianisti jazz italiani in circolazione, ma sarebbe riduttivo accostarlo solo al jazz perché si è distinto anche come interprete di brani pop ed elettronica. Durante la sua carriera ha partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive (Radio Rai 1,2,3, Radio Capital, Rai News 24, Tg2, Domenica In, La7) e suonato in importanti club e festival, tra i quali mi piace citare: Fano, Pescara, Pomigliano, Urbino, Festival pianistico del Gargano, Lignano, Foggia, Bergamo, Villa Celimontana, Cagliari, Veneto Jazz, Aosta, Ruvo di Puglia, Ai Confini tra Sardegna e Jazz; Lugo Jazz Festival, Salamanca Jazz Festival, Jazz Atlantico (Auditorio de Tenerife) e ancora Berlino, Amburgo, Oslo, Goteborg; Tokyo, Osaka, Shizuoka etc Un rappresentante di quel pianismo colto e raffinato che si è misurato con sassofonisti del calibro di Javier Girotto, Stefano Di Battista e Daniele Scannapieco, con fuoriclasse come Paolo Fresu e Fabrizio Bosso per citare solo i primi nomi che mi vengono in mente. Paolo Di Sabatino ha dimostrato anche grande sensibilità verso i giovanissimi pubblicando una raccolta didattica per pianoforte intitolata 15 pezzi per piccoli pianisti (ediz. Trasimeni, Roma, 1996) e musicando nel 2013 “Le ninne nanne di Pimpa” di un altro monstre sacrè del disegno italiano Altan (ediz. Franco Panini). Di Sabatino rappresenta con Stefano Bollani uno di quei virtuosi del pianoforte che è sempre un piacere ascoltare, con il compositore milanese condivide la passione per la musica brasiliana e cubana e chissà che un domani possano proporre al pubblico un progetto musicale a quattro mani. Il pianista teramano ha prestato il suo talento di arrangiatore ad Antonella Ruggiero, collaborato con Fabio Concato e con Mario Biondi, con quest’ultimo, sabato 18 dicembre al Teatro Tasso di Sorrento, nell’ambito della 22esima edizione di Sorrento Jazz, è stato protagonista di un’esibizione con il suo “Paolo Di Sabatino 4et” (Marco Siniscalco, basso, Glauco Di Sabatino, batteria Max Ionata, sassofono) che ha strappato applausi convinti ad un pubblico sorrentino che ha riempito l’intero teatro come non accadeva da anni. Quella che segue è una breve intervista che ho raccolto a fine concerto.
Bravi tutti, un ottimo concerto. Mario Biondi insuperabile come sempre, straordinario il fraseggio al sax di Max Ionata, la batteria di Glauco e la sua performance. Mi racconta come nasce il progetto musicale con Mario Biondi?
Nasce da lontano, mi sembra fosse il 2006. Eravamo in Puglia, io suonavo con Antonella Ruggiero, ci incontrammo sul palco in quell’occasione. Non vorrei sbagliare, ma ricordo che a lui fosse affidata la seconda parte della serata. Comunque in quell’occasione ci conosciamo e gli regalo un cd con brani inediti di mia creazione. Lui dopo qualche giorno mi richiama (avevo scritto il mio numero sul CD) e da lì è nata la collaborazione come pianista e come compositore, poi abbiamo fatto anche un tour insieme e adesso abbiamo ripreso a collaborare con il mio quartetto jazz a cui è affidata la prima parte del concerto, mentre  Mario invece è la guest star.
Una domanda che faccio a tutti i musicisti, quando nasce l’amore per il suo strumento, il pianoforte?
Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia di musicisti. Mio nonno era trombettista suonava in una banda, amava il jazz e componeva. Mio padre, Vincenzo Di Sabatino, invece è un pianista, ed è stato il mio primo insegnante di pianoforte. A casa ascoltavamo e suonavamo musica classica e jazz. La cosa più commerciale che mi è capitato di ascoltare da bambino, per fare una battura, sono stati i vinili di George Benson e Frank Sinatra.
I pianisti che ama ascoltare?
Bill Evans certamente, Art Tatum quindi Chick Corea,che mi ha insegnato ad amare mio padre. Poi Cecil Taylor, Erroll Garner, Keith Jarrett e Herbie Hancock tra gli americani, fino a quando ho conosciuto quel genio straordinario che è stato Michel Antoine Petrucciani,  tra l’altro persona squisita; lui è il pianista al quale mi ispiro. Petrucciani è senz’altro il mio pianista di riferimento.
E tra i colleghi italiani?
Tra gli italiani ci sono molti colleghi che stimo, Enrico Pieranunzi, Stefano Bollani, Danilo Rea sono per esempio i primi tre nomi che mi vengono in mente.
Ieri (17 dicembre N.d.A.) su questo stesso palco si è esibito un ottimo sassofonista Andrea Abbadia, mi viene da chiederle il suo rapporto con i fiati.
Ottimo, naturalmente. Ho collaborato con Fabrizio Bosso, con lui ho realizzato tre album in duo. Nell’ultimo mio disco c’era Daniele Scannapieco. Ma ho suonato anche con Javier Girotto, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco. Insomma anche da questo punto di vista mi ritengo fortunato perché ho avuto la possibilità di esibirmi con veri fuoriclasse dello strumento a fiato.
Mi racconta dei progetti che ha in cantiere?
Ho un album in uscita con la cantante brasiliana Rosalia de Sousa, che ho prodotto e con la quale ho scritto i brani. Poi c’è un disco in uscita in duo con una violoncellista che si chiama Giovanna Famulari, e infine ho un altro progetto ma questo è veramente in cantiere, un trio, tre voci jazz, ma su questo non aggiungo altro perchè è tutto ancora in via di definizione.
di Luigi De Rosa
Ringrazio Paolo Di Sabatino e gli amici Antonino Esposito e Giuseppe Prudente per l’ospitalità

Generico dicembre 2021
con Paolo Di Sabatino a Sorrento Jazz XXII edizione.

Comune di Sorrento : http://www.comune.sorrento.na.it

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