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Silb-Confcommercio Campania: «L’ordinanza di De Luca è la mazzata finale per le discoteche»

Alessandro Esposito, presidente Silb-Confcommercio Campania (l’associazione che riunisce le imprese che operano nei settori intrattenimento, ballo e spettacolo), interviene in merito all’ordinanza con la quale De Luca vieta le feste in discoteca: «L’ordinanza del presidente De Luca che vieta le feste in discoteca rappresenta la mazzata finale per un settore che dall’inizio della pandemia ha perso il 30% delle imprese che hanno chiuso definitivamente a causa del prolungato lockdown. L’attività delle discoteche è ripresa solo l’11 ottobre con ingressi contingentati e norme sul distanziamento che i locali in regola rispettano rigorosamente, per cui la sicurezza dei clienti e dei lavoratori è garantita. Ciò non avviene nelle strutture abusive e nelle centinaia di party illegali che sono fioriti ovunque per aggirare le regole. Con l’ordinanza regionale si rischia lo stesso paradosso: le feste si faranno in locali abusivi e senza alcuna garanzia di sicurezza, mentre gli esercizi in regola, gli unici in grado di garantire il rispetto delle regole e tutelare la salute dei clienti, saranno costretti all’inattività. Il Silb Confcommercio ha sostenuto con forza la campagna vaccinale, condividendo la necessità di garantire la ripresa delle attività economiche attraverso un’indispensabile conciliazione tra svolgimento ordinario delle attività e tutela della salute pubblica.
Ricordo che tuttora l’attività dei locali da ballo è consentita in tutta Italia, nel rispetto delle rigorosissime norme elaborate dal Cts, e quindi non si comprende perché solo in Campania, che è ancora in zona bianca, essa debba sottostare ad ulteriori limitazioni che di fatto equivalgono ad un blocco dell’attività. E proprio nel periodo delle festività, che per tante imprese rappresentava una indispensabile boccata d’ossigeno per poter sopravvivere.
Siamo disposti a fermarci ancora una volta se questo viene ritenuto utile a contenere la pandemia, ma non a far morire le nostre imprese: la Regione metta subito in campo le risorse per ristorare le imprese costrette all’inattività, se si vuole che il settore dell’intrattenimento danzante e di spettacolo, che in Campania dà lavoro a migliaia di addetti, possa sopravvivere».

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