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Sigismondo Nastri e il diario dall’Ospedale di Salerno

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    Auguri a Sigismondo Nastri  per il suo ricovero ospedaliero innanzitutto. Da non perdere il diario dall’Ospedale di Salerno del decano dei giornalisti della Costiera amalfitana. Il nostro Sigismondo Nastri originario di Maiori in Costa d’ Amalfi, dove ha seguito oltre mezzo secolo di cronaca, ora si trova a Salerno. “Nulla di preoccupante – ha detto a Positanonews -, solo l’impianto di un pacemaker”, ma intanto non perde occasione di scrivere con dovizia di particolare, e anche da una finestra di Ospedale continua a fare, alla Biagi, “lo storico del presente”, raccontando il suo vissuto, cioè la realtà che si conosce, come dovrebbe fare sempre la stampa e il giornalismo . Ci dipinge una Salerno che cambia fisionomia, quella voluta da De Luca, ora Governatore della Regione Campania, che cresce, dalle Piazze ai Palazzi, tanto , forse troppo.. da leggere tutto di un fiato questo post…

    DIARIO DALL’OSPEDALE

    Ore 9.09, arriva l’attesa telefonata. Il tampone di ieri ha dato esito negativo. Per mezzogiorno devo trovarmi in ospedale, torre cardiologica, quarto piano.

    Ore 10.50, chiamo per il taxi, che arriva in pochi minuti. Comunico la destinazione al conducente che, per consolarmi, dice: “Non è proprio un bell’indirizzo ma, quando una cosa si deve fare, si fa”. Di rimando osservo che è meglio San Leonardo che Brignano. Egli ribatte: “Quello non si deve proprio nominare”. Ha ragione.

    Intanto siamo arrivati.

    Entro, mi annuncio al custode che chiama in reparto e, avuto l’assenso, mi dà il via libera per salire. In ascensore, ovvio.

    Vengo subito sistemato: camera con vista fino a Punta Campanella e Capri. Peccato che il paesaggio sia guastato dai tre grattacieli.in costruzione nell’area ex Marzotto. Salerno cresce, ma a scapito delle sue peculiarità paesaggistiche e ambientali. Peccato!

    Il letto è già pronto. Il pasto è in arrivo: pennette col pomodoro, filetto di merluzzo con contorno di zucchine a rondelle stufate, un’arancia.

    Comincia l’avventura.

    Ore 14.40. Sto qua da tre ore e, dopo il rituale colloquio per l’anamnesi, mi hanno applicato l’ago a farfallina al braccio per i prelievi e le iniezioni ed eseguito i primi esami: pressione, ecg, ecocardio, tsa.

    Si va spediti. Ed è un buon segno.

    Avanti così.

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