Quantcast

San Francesco Saverio tra i santi Patroni di Sorrento

Oggi 3 dicembre 2021 San Francesco Saverio, vale la pena ricordare che tra i santi patroni di Sorrento si annovera anche questo santo gia dal 1742. Ed è interessante leggere come ne avveniva la elezione ad avvocato celeste. Riprendiamo dal sito il meglio di Sorrento curato da Fabrizio Guastafierro  I Patroni di Sorrento, alcuni stralci dedicati a San Francesco Saverio. Mentre la città di Castellammare elegge a santo patrono San Francesco nel 1661, lo vediamo nel volume di D’Angelo dedicato a San Catello.

Un bel quadro, ma al momento non visibile è nella chiesa dell’albergo Cocumella, fatta costruire da Giannattesio Partenio, ai lati dell’altare si vede Sant’Alfonso che invia San Francesco Saverio in India.

“Nel 1741, persecondare il volere della S.C. dei Riti, si rinominarono “a voti secreti” san Nicola da Tolentino a
Patrono di Sorrento…. L’anno seguente il Parlamento Sorrentino, dopo aver fatta l’elezione dei
soldati, previa Messa nel Carmine e giuramento di osservanza ai Reali Ordini, nominava, a voti
secreti, anche San Rocco, Patrono. Nel 1749 poi per accrescere la schiera dei protettori, si
aggiungeva San Francesco Saverio con votazione a bussolo”.

I sorrentini, con il trascorrere degli anni, hanno acclamato un numero di patroni e protettori che supera cinquanta “avvocati celesti” e che hanno attribuito loro, in funzione dei vari momenti storici, una importanza che si è modificata nel tempo.
I primissimi cristiani locali, ad esempio, al di là del culto riservato al principe degli Apostoli, San Pietro, non possono aver fatto a meno di alimentare la propria fede nel ricordo dei martiri sorrentini. Al riguardo non si hanno notizie certe, né sull’esatto numero, né sul nome di coloro che sacrificarono la vita in nome della fede. Le ipotesi storiografiche più accreditate, rifacendosi al Martirologio Romano parlano di Marco, Quinto, Quartilla, Quintilla ed altri nove compagni (dunque tredici in tutto), ma è certo che, a lungo, i sorrentini hanno riservato particolari attenzioni alla chiesa dei Quaranta Martiri. Al punto che proprio questa Chiesa, assieme a quella di San Giacomo della Marina Grande (nel 1770) finì al centro di una disputa tra Don Giuseppe Guardati, da una parte, e Don Baccolo e Reverendo Canonico Girolamo Ammone, dall’altra. Dell’episodio si conserva una dimostrazione del diritto di pertinenza (in favore del primo) presso il Museo Correale. L’ipotesi che i martiri in questione, unitamente a San Pietro, possano essere stati i primi Patroni, non è suffragata da prove, ma la tesi, è, in ogni caso, assai verosimile. Quanto al patronato di Sant’Antonino, così come quello dei Sant’ Attanasio, San Baccolo, San Renato e San Valerio, non ci sono, invece, dubbi di sorta se non in ordine all’”importanza” che
ciascuno di essi ha avuto nella storia della Terra delle Sirene con il trascorrere dei secoli. In questo senso le ipotesi più o meno verosimili circa la localizzazione della Cattedrale nella Chiesa di San Renato di Sorrento offrono abbondanti spunti di riflessione. Come pure li offre il fatto che certamente anche la Chiesa dei Santi Felice e Baccolo – sia pure per un periodo di tempo limitato a pochi secoli – ha avuto la dignità di Cattedrale. Né può essere sottovalutata la lettura offerta dagli studiosi circa le immagini  raffigurate sul Follaro sorrentino. I più ritengono che su una delle due facce della moneta è stato effigiato un vescovo (dunque non poteva essere Sant’Antonino) e precisano che esso potrebbe essere San Baccolo. L’ipotesi che proprio quest’ultimo, assieme a San Renato e probabilmente anche a Sant’Attanasio e San Valerio, possa aver goduto, in passato, di maggiore prestigio rispetto all’attuale “Principe dei Patroni sorrentini” è tutt’altro che peregrina. Tanto più che il tempio dedicato all’Abate Antonino conobbe vero splendore solo a partire dalla fine del XIV secolo. L’elenco dei protettori sorrentini, in ogni caso, è ancora particolarmente copioso.
Sempre tra i Patroni locali, infatti, figurano: San Gennaro e San Nicola di Bari (come sostenuto da Pasquale Ferraiuolo, aiutato nelle ricerche storiche da Luigi Fattorusso, Antonino Fiorentino ed Achille Laudonia in “Chiese e monasteri di Sorrento” oltre che da altri).
Ma le indicazioni più singolari sono contenute ne “La Penisola Sorrentina – Istoria – Usi e costumi – Antichità” di Manfredi Fasulo, secondo il quale nel 1773 “Mediante votazione si nominarono avvocati e protettori di Sorrento, San Vincenzo Ferreri, con voti 30 favorevoli ed uno contrario e i Santi Nicola da Tolentino e Michele Arcangelo “viva voce” a unanimità, rigettandosi così la  controproposta di Francesco Maria Correale, che voleva si fossero prima realizzati i donativi promessi agli antichi patroni”.
Lo stesso Fasulo dopo aver sottolineato che “questo fatto delle votazioni per la nomina dei Santi Protettori, è varie volte ripetuto e costituisce uno degli usi più caratteristici di Sorrento nel secolo XVIII” aggiunge più avanti: “I fratelli della nuova confraternita dei Sette Dolori, nel 1737, supplicano la “Città” di mettersi sotto la protezione “molto vantaggiosa” dell’Addolorata col farle ogni anno la stessa offerta che si dava alla vergine del Rosario. Il cavaliere Francesco Antonio Correale, chiamato a dar parere, esponeva che la città doveva, prima di eleggere altra protezione, ripristinare e pagare gli assegni fissati per gli antichi “patroni” tra i quali San Filippo Neri e la Maddalena. Ma l’Università nominava protettrice l’Addolorata senza votazione “viva voce, nemine discrepante” con relativa offerta”. Ed, infine, sempre Fasulo, arricchisce ulteriormente la lista puntualizzando: “Nel 1741, per secondare il volere della S.C. dei Riti, si rinominarono “a voti secreti” san Nicola da Tolentino a Patrono di Sorrento…. L’anno seguente il Parlamento Sorrentino, dopo aver fatta l’elezione dei soldati, previa Messa nel Carmine e giuramento di osservanza ai Reali Ordini, nominava, a voti secreti, anche San Rocco, Patrono. Nel 1749 poi per accrescere la schiera dei protettori, si aggiungeva San Francesco Saverio con votazione a bussolo”.

SAN FRANCESCO SAVERIO  PATRONO E PROTETTORE
La Sacra Congregazione dei Riti in data 12 marzo 1661 approva la nomina di S. Francesco Saverio a compatrono della Città, nomina fatta I Pubblico Parlamento.1 | Fonti inedite: .1 || Il 9 «ficembre 1663 il Sindaco e di Elettisi recano nella Chiesa del Gesù e fanno dono “d’uno stendardo con l’effige della Madonna di Pozzano, S. Catello Q|S. Francesco Saverio ad ambedue le parti, quale acclamazione di Protettore è del tenor seguente come si legge in pubblico ad alta voce: ( ‘M^Gloriosissimo Apostolo dell’India e benefattore di più mondi Francesco Xaverìo, la Città di Castellamare prostrata umilmente a9 vostri piedi, et;accordevole de benefìci della vostra potentissima intercessione ricevuti, particuhrmente nel passato contagio, è bramosa per l’avvenire dell’assistenza favorevole e un particolare patrocinio si ricevute, vi acclama oggi per suo vero e legittimo Protettore nel Cielo, onde per tributo del suo volontario ossequio vi presenta questo piccolo dono, pregandovi di tenerla da qui avanti raccolta sotto Pale della vostra pietà, facendole sperimentare del continuo gl’affetti dyuno vero ed amoroso padrone e padre, mentre ella si protesta entro l’angustia di questa Chiesa di spiegare al mondo tutto, in questo nostro stendardo l’insegna d’una sincera divozione a Voi eternamente
promette”.2 Invocazione:
“La dovuta gratitudine che deve questo ilLmo Senato al gran taumaturgo de prodigif al gran Apostolo delle Indie Francesco Saverio l’obliga in ognmnno prostrarsi al suo altare affrirgli  dei ceri riguardandolo da ogni male di questo mondo, e guidarlo per lo aiuto del Cielo.

Generico dicembre 2021

Commenti

Translate »