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Salgono i positivi, mai così tanti nel 2021: altre quattro regioni verso la «zona gialla»

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Salgono i positivi, mai così tanti nel 2021: altre quattro regioni verso la «zona gialla». Ne parla Valentina Arcovio in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Il virus e le sue varianti corrono: ieri 120 morti e 28632 casi, non ce n’erano mai stati tanti nel 2021. Mezza Italia potrebbe cambiare colore prima della fine di quest’anno. Dopo il Friuli Venezia Giulia, che ora rischia la zona arancione, la Calabria e la Provincia autonoma di Bolzano, da lunedì entrano in zona gialla anche le Marche, la Liguria, il Veneto e la Provincia autonoma di Trento. In verità il Veneto, a causa di un aumento record di contagi arrivati a quota 5.577 casi in 24 ore, ha deciso di giocare d’anticipo: un’ordinanza entrata in vigore la scorsa mezzanotte sancisce già da subito la zona gialla e con essa tutte le limitazioni previste. In sostanza si riducono i tempi tra un tampone e l’altro (1 test ogni 4 giorni) per gli operatori e i pazienti dell’intero sistema socio sanitario, si sospendono le uscite dalle Risa per gli anziani, viene introdotto l’obbligo di quarantena fino all’esito del test per gli studenti venuti a contatto in classe con un positivo.
Ricordiamo che si entra in zona gialla con 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti e un’occupazione dei posti letto in terapia intensiva pari al 10% e in area medica pari al 15%. Nelle Regioni con questo colore vige ovunque l’obbligo di mascherina all’aperto, la riduzione al 50% delle capienze in cinema, teatri e stadi, e sul resto rimane la rigorosa applicazione delle norme sul Green Pass base (con tampone) e di quello rafforzato, il cosiddetto Super Green pass (vaccinati o guariti), che sono in vigore dal 6 dicembre scorso. Le limitazioni previste per la zona gialla riguarderanno da lunedì ben 12 milioni di italiani che presto potrebbero diventare molti di più. In realtà il rischio di un cambio colore per Lombardia e Lazio c’è già subito dopo Santo Stefano, visto che il prossimo monitoraggio è stato anticipato al prossimo giovedì 23 dicembre. La Lombardia è già al 14% di letti occupati nei reparti di medicina e al 9,5% di quelli in terapia intensiva. Il Lazio è rispettivamente al 12,5 e al 9,4%. «A Natale il Lazio non rischia il giallo, ma probabilmente verso il Capodanno potremmo anche andare in zona gialla», dice l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. «Omicron ci sta dicendo che può delle impennate repentine anche in pochi giorni. Noi stiamo monitorando, è ovvio che se muta lo scenario devono mutare anche le misure», aggiunge. Tuttavia, al momento è ancora la variante Delta a spingere i contagi verso l’alto. L’incidenza settimanale dei casi sale ancora, passando da 176 a 241. Al contrario l’Rt cala da 1,18 a 1,13, segno che la crescita è destinata leggermente a rallentare. Il Lazio presenta 235 casi ogni 100mila abitanti. Precisamente ieri sono stati registrati 2.121 nuovi casi positivi (-531 rispetto al giorno precedente). I decessi sono stati 10, due meno rispetto al giorno prima; 828 ricoverati (+23) e 111 le terapie intensive. La Lombardia, invece, che presenta oltre 250 casi ogni 100mila abitanti, si è salvata grazie al calo del tasso di ospedalizzazione al di sotto del 15%, per effetto dell’annuncio di un aumento di posti letto nei reparti ordinari fatto mercoledì scorso (540 in più). Fra le Regioni sotto osservazione anche l’Emilia Romagna, che conta 291 casi ogni 100mila abitanti ed un tasso di riempimento dei reparti ordinari del 12%.

L’INCIDENZA Tre regioni dunque in bilico. Ma il virus continua a correre forte nelle regioni già gialle da settimane. In questi ultimi 7 giorni infatti l’incidenza più elevata di infezioni si registra nella Provincia Autonoma di Bolzano con 566,8 casi per 100mila abitanti e in Veneto con un valore pari a 498,9 casi. Seguono il Friuli Venezia Giulia (376,8), la Valle d’Aosta (330,1) e la Liguria (313,1). Cresce anche l’occupazione degli ospedali, con nove Regioni e Province Autonome che superano la soglia di allerta del 10% di occupazione dei posti letto per Covid nelle terapie intensive. In generale, nella settimana 8-14 dicembre, rispetto alla precedente, crescono di circa il 18% i nuovi casi e i decessi. Sul fronte ospedaliero aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: +17,9% in area medica e +11,2% in terapia intensiva. Tuttavia, secondo l’Iss, nelle ultime settimane si è ridotta la percentuale di pazienti ricoverati in area medica e in intensiva rispetto ai positivi, grazie all’incremento delle terze dosi.

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