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“Ruggi”, l’allarme continua Altri casi e precari a rischio

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Due emergenze che vanno avanti di pari passo. E che preoccupano, turbano, scuotono in pensieri nel solco della necessità di garantire la Sanità non mettere a rischio i pazienti del più grande ospedale della provincia di Salerno. Al “Ruggi” il caos continua: da un lato, infatti, proseguono i contagi all’interno dei reparti della struttura sanitaria di via San Leonardo; dall’altro, invece, cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale di tutti i precari assunti nell’era Covid che, a poco più di due settimane dalla scadenza dei loro contratti, ancora non hanno visto i rinnovi ritenuti fondamentali per non rallentare le attività dell’ospedale.

Altri casi e primo sollievo. Nel corso dei controlli effettuati nelle ultime ore, sono emersi altri due contagiati nel reparto di Medicina d’Urgenza dove, nella giornata di venerdì, è stato intercettato un cluster: salgono a dieci, dunque, gli infetti dell’unità del “Ruggi” che proprio ieri ha dovuto trasferire uno dei degenti contagiati presso il Covid Hospital “Scarlato” di Scafati. Il sollievo, però, arriva dallo screening effettuato fra gli operatori sanitari della struttura: tutti negativi, infatti, gli esiti dei tamponi che saranno ripetuti nei prossimi giorni. «Gli screening – sottolinea il segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Salerno, Antonio Capezzuto vengono fatti soltanto a campione e si procede con i test di massa soltanto quando emergono i casi di positività. Due anni di pandemia non hanno insegnato nulla, non è possibile procedere in questo modo: stiamo notando un’Azienda bloccata dalla rigida e fredda burocrazia quando servirebbero interventi molto più efficaci ».

Sos per i precari. Ma, dall’altra parte, avanza la preoccupazione delle sigle sindacali per il destino degli addetti assunti nell’era Covid con il contratto in scadenza a fine mese. La Regione, nelle scorse settimane, ha deliberato la prosecuzione del rapporto di lavoro per un altro anno ma dagli uffici guidati dal manager Vincenzo D’Amato non è arrivata alcuna risposta. A differenza di altre Aziende sanitarie: l’Asl Salerno, ad esempio, aveva già varato la proroga prima della decisione di Palazzo Santa Lucia; l’Azienda Vanvitelli di Caserta ha allungato i contratti la stessa sera della decisione della Regione. Fra l’altro, l’impressione di un vicino termine del rapporto di lavoro emerge anche dalle ultime buste paga dei precari Covid che si sono visti aggiungere conguagli e detrazioni, proprio come se il loro incarico stesse finendo. E i numeri parlano chiaro: sono 400, infatti, gli operatori che senza rinnovo – saluterebbero il “Ruggi”: «La mancata proroga dei contratti degli operatori determinerà il blocco delle attività », l’affondo di Capezzuto. «È assurdo che ad oggi non ci siano ancora risposte. Risposte che la Direzione strategica deve dare ai lavoratori ma soprattutto ai cittadini che necessitano di cure e assistenza. Facciamo appello a tutti i responsabili delle strutture dell’Azienda Universitaria affinché rappresentino con forza alla Direzione strategica i rischi connessi alla mancata proroga e l’urgenza di determinazioni che consentano la prosecuzione dei rapporti di lavoro di tutti i precari. Senza decisioni immediate siamo pronti a immaginare qualsiasi forma di mobilitazione», evidenzia il sindacalista che annuncia anche un nuovo presidio in via San Leonardo per venerdì mattina.

Il pressing dei primari. La necessità di definire presto le proroghe dei contratti dei precari emerge anche dalle comunicazioni inviate dai responsabili dei vari reparti inviate ai vertici dell’Azienda. Da varie Unità – partendo, ad esempio, dalla Rianimazione – viene segnalata l’impossibilità di coprire i turni di lavoro senza gli “angeli del virus” a partire dal prossimo primo gennaio. Emblematico è, ad esempio, il caso del Laboratorio Covid che elabora i tamponi che resterebbe con un solo addetto. «Le segnalazioni che arrivano in questi giorni dai diversi responsabili delle strutture del Ruggi come Rianimazione, Pneumologia, Cardiologia intensiva e Clinica Universitaria,

Laboratorio Covid, circa le difficoltà e i rischi per l’assistenza che potrebbero derivare dal mancato rinnovo dei contratti precari, confermano le nostre preoccupazioni », conclude Capezzuto.

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