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Ravello, Stefano Valanzuolo ricorda Pasquale Palumbo

Ravello, Stefano Valanzuolo ricorda Pasquale Palumbo.

Solo due giorni fa, in maniera casuale, ho saputo della fine di Pasquale Palumbo, e la notizia mi ha intristito molto.
Molto meglio di quanto saprei fare io, Mimmo De Masi ne ha scritto già , in maniera affettuosa e partecipata. Mi limito, allora, a lasciare qui un breve pensiero dedicato a Pasquale, mosso soprattutto dalla gratitudine per averlo avuto, nei miei anni spesi con il festival, quale interlocutore garbato, premuroso e competente.
La musica, in ogni angolo della terra, ha bisogno di persone che sappiano dedicarvi un impegno militante e assiduo, e Pasquale Palumbo lo ha fatto tra molte intuizioni degne di nota, delle quali anche il “nostro” Ravello Festival ha saputo giovarsi.
Per questo e altri motivi occorre rendergli merito, oggi, pur nella malinconia che ne accompagna la scomparsa, così crudele.
Mi unisco a De Masi nell’auspicare che la lezione di Pasquale, operatore culturale e appassionato di musica, vada raccolta e valorizzata nel rispetto del suo lungo, generoso impegno. 

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