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Pranzi di Natale stellati per i poveri di Pompei e Napoli

Pranzi di Natale stellati per i poveri di Pompei e Napoli , la mensa «Papa Francesco», gestita dall’Ordine di Malta, ha distribuito una cena della Vigilia e un pranzo di Natale stellati. Pasta e tonno fresco di prima scelta, orate fresche con contorno, frutta fresca, bevande e panettone. Dalla città della solidarietà, per Natale, è partito un furgoncino della speranze, carico di 60 cene – stesso menù – per i senzatetto di Napoli che dormono a piazza Garibaldi. Per loro, come scrive Susi Malafronte sul Mattino , a Natale, la dottoressa Maria del Rosario Steardo, responsabile della mensa pompeiana in rappresentanza dell’Ordine di Malta, ha offerto anche la colazione di Natale: caffè e tè caldi, e dolcini. Ed ancora un pranzo caldo, frutta dolce e acqua. A Pompei i poveri sono aumentati: a bussare alla porta della casa del Pellegrino, sede della mensa, la sera della Vigilia di Natale hanno bussato 150 famiglie. Il 50 per cento in più dello scorso anno. Tutti hanno ricevuto una accoglienza da ristorante stellato e nel pieno rispetto delle normative anti Covid. «La nostra è un’opera di assistenza a 360 gradi, non solo una mensa – precisa Maria del Rosario Steardo, Dama dell’Ordine di Malta e anima della mensa – A Napoli invece, l’emergenza sanitaria ha dimezzato i posti letto nei ricoveri per i senzatetto. Così, piazza Garibaldi, si è popolata di clochard. La dottoressa Steardo, nel vedere tanti senzatetto dormire per strada davanti alla stazione ferroviaria di Napoli, ha organizzato l’invio di pasti caldi e colazioni anche ai bisognosi napoletani. A Natale la povertà pesa di più ed è in questi momenti di festa per alcuni, e disagi per altri che la camorra apre i casting per reclutare i baby soldati della malavita. A fare da scudo di protezione per le famiglie povere, per respingere i tentacoli della camorra, si sono unite l’associazione «Paese Italia» e la fondazione «A voce d’e creature». Paese Italia, con sede a Boscoreale al confine con Pompei e a pochi metri dal confine a nord degli Scavi archeologici, ha donato 60 pacchi alimentari alle famiglie degli scugnizzi accolti da don Luigi Merola.

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