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Positano, intervista a Giuseppe Rispoli per Natale sotto l’albero progetti con Sky e ci parla della passione per il teatro

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Positano, Costiera amalfitana. Per i nostri lettori vicini e lontani abbiamo scelto di pubblicare come intervista del Natale, fra le cose belle del nostro paese, quella a Giuseppe Rispoli, attore teatrale, amico, persona sensibile, che è stato capace con “Favolemia” di coinvolgere il paese nel tempo della Pandemia rendendola meno dura, e in questi giorni ci ha allietati con maestria con spettacoli dal tenore natalizio che infondono serenità e sorriso, che è il dono più grande che si possa fare. Positanonews gli è stato sempre vicino e gli sarà sempre vicino. Ecco cosa ci ha detto “I miei prossimi progetti sono riprendere lo spettacolo “Prove di dialogo in evidente stato di ebbrezza” di Francesco Ventimiglia (autore Rai), “la favola di Amore e Psiche” di Paola Scotto di Tella, poi in tv su Sky avrò un piccolo ruolo nella serie “Impero” con Francesco Montanari prodotto da Sky e Eliseo entertainment di Luca Barbareschi. Quest’estate parteciperò in vicoli in arte, manifestazione di successo organizzata dal Comune di Positano, dal sindaco Giuseppe Guida, da Giulia Talamo e Ario Avecone. Poi vorrei realizzare uno spettacolo su “Favolemia” chissà se ci riuscirò.
Perché ho scelto il teatro e se lo rifarei? In realtà il teatro ha scelto me perché molti anni fa intorno agli anni 80 a Positano, l’assessore Italo Porpora ebbe l’idea di proporre un laboratorio teatrale che si chiamò la bottega del teatro dove insieme a Nello Buongiorno, Gaetano Stella e Giorgio Sabatino e il compianto Antonio Cafaro, noi piccoli positanesi tra cui Gian Maria Talamo, Pina Irace, Minny Cuccurullo, Betty De Martino, cito coloro che hanno un po’ continuato a farlo ma eravamo tanti, venivamo guidati a realizzare spettacoli nell’allora cinema teatro Italia ai mulini. Dicevo all’inizio mi ha scelto il teatro perché per caso andai un giorno a vedere cosa facessero al cinema teatro Italia e lì sempre per caso mi chiamarono a improvvisare una scena, mi piacque e allora cominciai a frequentare il laboratorio. Se non ricordo male, credo che la Bottega del teatro durò un quattro o cinque anni. E furono anni bellissimi, di divertimento e anche di passione per il teatro. Poi alcuni di noi continuarono andando a studiare a Roma chi in Accademia Nazionale d’arte drammatica chi in scuole teatrali rinomate e poi per me tante esperienze teatrali tra cui Gabriele Lavia, Luca Ronconi, Luca De Filippo per 13 anni nella sua compagnia, un po’ di tv come conduttore di un programma per bambini su Telemontecarlo, qualche piccolo ruolo al cinema, spot pubblicitario, radio. Alla domanda se lo rifarei, sì centomila volte ti rispondo perché mi ha dato tanto, mi ha dato la possibilità di utilizzare la mia fantasia, di essere tanti personaggi, e di poter essere il me stesso che mi piace con un po’ di follia senza essere giudicato perché come dice Eduardo “in teatro la suprema verità è stata e sarà sempre la suprema finzione.” Invece cosa consiglio a chi vuole fare teatro. Deve avere soprattutto determinazione perché le sconfitte e le difficoltà sono tante e studiare, studiare, studiare soprattutto per capire se si ha la stoffa. Cercare laboratori, scuole riconosciute di teatro e poi provare a farlo sperando che la Stato ci dia sempre di più una mano a rimettere in piedi “il Teatro” che ultimamente sta avendo tantissime difficoltà per riuscire a continuare ad esistere, a parte la pandemia. E poi esorto tutti ad andare a vedere il teatro anche piccoli spettacoli perché il teatro vive se c’è soprattutto il pubblico e l’attore senza pubblico non esiste.

Foto Giuseppe Di Martino

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