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Positano del passato, quando la vera ricchezza era la montagna segui la diretta

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Positano. In questa mattina di Natale abbiamo incontrato Costantino D’Urso che ci ha fatto un regalo bellissimo, raccontandoci della Positano del passato, quando la vera ricchezza non era la spiaggia ma la montagna, tra l’Acquolella e Capo d’Acqua. Costantino ha ricordato di quando, intorno agli anni ’50, il padre Giuseppe D’Urso insieme a Francesco Fusco ed ai figli tagliarono il bosco per creare le carbonaie. All’epoca andavano a prendere i carboni a Napoli o forse anche a Roma e riuscivano a venderli sempre tutti perché si utilizzavano per potersi riscaldare ma anche per cucinare.
In quel periodo ancora non esisteva il turismo balneare ed a vivere il mare e la spiaggia erano principalmente alcuni “poveri” pescatori che alla fine, per mangiare, raggiungevano la montagna per poter avere fagioli, patate ed altri prodotti di prima necessità.
Ma la vita in montagna era comunque dura e fatta di sacrifici perché ci si doveva alzare prestissimo, anche alle 3 di notte ed impiegare un’ora per raggiungere il posto di lavoro. In tanti raccoglievano la legna, ne facevano fascine e poi se le caricavano in spalla e percorrevano i lunghi sentieri per raggiungere la zona dei Mulini dove c’era un forno per il pane e consegnare quel prezioso raccolto. Allo stesso tempo prendevano il pesce appena pescato e lo portavano sulle montagne verso Santa Maria del Castello.
Era sicuramente una Positano diversa da quello che conosciamo ora, il fulcro della città era concentrato sulle montagne che rappresentavano la vera forma di sostentamento per le tante famiglie. Poi, dagli anni ’60, cominciò a concentrarsi il benessere nella zona bassa del paese sfruttando la risorsa del mare diventata in pochissimo tempo una fonte di benessere e ricchezza ed un’attrattiva che ogni anno portava a Positano persone da ogni parte del mondo diventando ben presto una delle località preferite dai vip.
E’ come se, all’improvviso, la città si fosse capovolta e tutta la ricchezza della montagna si fosse trasferita nella zona delle spiagge. Ora viviamo una Positano diversa e sicuramente più turistica, ma non bisogna mai dimenticare il passato cercando di tornare a valorizzare anche le montagne positanesi che, oltre a costituire un’attrattiva per gli amanti del trekking, possono ancora rappresentare un’importante fonte di sostentamento e ricchezza.

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