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Lettere da Piano di Sorrento – Perché tanta violenza?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“”PERCHÉ TANTA VIOLENZA?”

Perché tanta violenza? Giorni or sono, abbiamo appreso che negli Stati Uniti si è verificato un ennesimo episodio di violenza in un College ad opera di un minore che ha causato, se ho ben capito, la morte di tre persone. La nostra TV poi riporta il violento risultato di una tentata rapina, avvenuta in alta Italia, ad opera di due minorenni, che hanno accoltellato un carabiniere in borghese, intervenuto nel tentativo di fermare i due giovanissimi.
La delinquenza minorile, dai nostri ricordi scolastici, ha sempre costituito in diritto penale occasione di studio e di analisi da parte dei maggiori giuristi ed anche oggi, questo aspetto della società induce a delle riflessioni. Da dove scaturisce tutta questa violenza, che esplode dall’animo di questi giovanissimi? E di questi episodi, che abbiamo richiamato, ce ne sono stati anche altri.
Le cause, le ragioni? Ce lo dovrebbero spiegare gli psicologi, gli studiosi della criminalità giovanile; sicché la nostra opinione potrebbe risultare incompleta, carente. Ciononostante le opinioni vanno sempre espresse perché possono essere corrette o modificate.
Pur non essendo depositari di verità, pensiamo che quanto avvenuto rappresenti lo specchio di una Società in crisi di identità, di moralità, una Società che ha disciolto tutti i valori dell’esistenza, concentrandoli soltanto sul profilo economico, sul denaro, emarginando completamente la cultura, le idealità, lo studio finalizzato all’arricchimento della conoscenza.
E allora diciamolo subito, l’educazione alla violenza, l’esempio ai giovani, l’abbiamo dato noi e continuiamo a darlo, con la cinematografia della violenza, dove, specialmente nei films americani, viene esaltato il criminale che commette tanti omicidi, ma che, alla fine, con l’esaltazione della sua personalità diversa, esplosiva, controcorrente, si accattiva la simpatia degli spettatori.
E veniamo, poi, a quell’altra piaga, i videogiochi violenti, che non hanno nessun’altra finalità se non diseducativa. Ne è passato di tempo da quando Leonardo Bianchi parlava di “Vangelo dell’abbandono” e cioè l’emarginazione della gioventù abbandonata a sé stessa; oggi a questa gioventù viene fornita l’arma autoesaltante della violenza. E allora non possiamo proprio stupirci di quanto avviene.

Avv. Augusto Maresca

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