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L’antropologo Giovanni Gugg, originario di Massa Lubrense, ricorda il Prof. Mario Russo nel giorno della sua scomparsa

L’antropologo Giovanni Gugg, originario di Massa Lubrense, ha ricordato con un post pubblicato sul suo profilo Facebook il Prof. Mario Russo scomparso nella giornata odierna: «Immagino quel giorno del 1985, quando la luce al tramonto assunse un taglio tale che trasfigurò la falesia; le rocce di Punta Campanella si arrossarono e, come in un prodigio, cominciarono a parlare. Sì, me lo figuro quasi come un incantesimo: lui percorreva da una vita in lungo e in largo, anzi in alto e in basso, l’antico promontorio di Minerva, era alla ricerca delle tracce di cui facevano menzione tutte le principali fonti arcaiche e, in quell’istante, ebbe un’impressione, poi un’esitazione, per cui stava per andarsene, ma poi il dubbio si ripresentò e allora tornò indietro di qualche passo e si girò verso quella parete liscia e arida che guarda a sud. Fu allora che, con la luce giusta, vide – anzi udì – una voce partita migliaia di anni prima; fu allora che si accorse dell’epigrafe rupestre osca che attestava la sacralità della nostra finis terrae. Immagino quel giorno, quel momento per Mario Russo, il professore, l’archeologo, il divulgatore, il maestro, l’amico di tanti di noi, di varie generazioni di appassionati e studiosi della Terra delle Sirene. Immagino i suoi occhi, che fino ad oggi non hanno mai smesso di brillare. E che non smetteranno mai. Oggi lo piangiamo, ma il suo spirito resterà per sempre in quei luoghi, nei nostri luoghi, in noi. Avrei tanti aneddoti personali, sia di studio che di battaglie, ma per me il prof. Mario Russo era la luce dei suoi occhi il giorno in cui incontrò il mito. Non lo dimenticherò e non lo dimenticheremo mai».

giovanni gugg

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