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GLI IMMARCESCIBILI figli e figliastri della Prima Repubblica e i retroscena delle elezioni 2021

GLI IMMARCESCIBILI figli e figliastri della Prima Repubblica e i retroscena delle elezioni 2021.

Incontriamo Vincenzo Califano, giornalista e saggista, per parlare con lui del suo ultimo lavoro di prossima uscita, un book intitolato “Gli Immarcescibili” che ha un sottotitolo che incuriosisce ancora di più: “Figli&Figliastri  della Prima Repubblica e i retroscena delle elezioni 2021”.

Perché questo saggio dedicato ai protagonisti di questa nuova stagione politica-amministrativa a Piano di Sorrento?

“Le ultime elezioni amministrative a Piano di Sorrento meritano un’attenzione particolare per diversi motivi tra cui la circostanza che si sono svolte a cavallo tra la prima e la seconda stagione della pandemia covid-19 e si tratta di un evento assolutamente eccezionale di cui non ci sono precedenti. Esso ha inciso in modo significativo su questo appuntamento peraltro slittato di qualche mese rispetto alla originaria scadenza proprio per la criticità della situazione venutasi a creare. In effetti oggi ci ritroviamo in piena quarta ondata pandemica con un aumento dei contagi anche in Penisola Sorrentina e c’è la necessità di mantenere alto il livello di attenzione e di impegno anche dei nostri Comuni per completare la campagna vaccinale con le terze dosi, attuare una seria politica di controlli: insomma fare sinergia per cercare di uscire da questa stagione che ha prodotto effetti devastanti sulla vita quotidiana di tutti. Quello che è avvenuto in queste elezioni non è stato però raccontato come si doveva e ci si aspettava, nè dai media che non approfondiscono più le situazioni e i personaggi, nè dagli stessi protagonisti della campagna elettorale il che non può che meravigliarci sotto certi aspetti”.

Qual è l’aspetto più significativo su cui hai sviluppato la tua riflessione?

“C’è un dato su tutti che credo meriti attenzione e un po’ d’analisi e riguarda il metro di giudizio usato dagli elettori sui cinque anni di Vincenzo Iaccarino sindaco e che non ha tenuto conto del lavoro fatto, della straordinarietà della situazione venutasi a creare, del ruolo svolto dai vari protagonisti anche rispetto alle precedenti esperienze amministrative. Un voto cioè slegato da valutazioni di merito, ma ispirato solo dalla voglia di riaffermare un sistema attraverso i personaggi che ne sono stati gli artefici senza che abbiano prodotto risultati soddisfacenti per la comunità. Una vera e propria restaurazione, che richiama quella del 1997, resa possibile, allora come oggi, per il ruolo fondamentale svolto dalla Chiesa di San Michele Arcangelo e dalla sua rete organizzativa, come non era mai avvenuto in modo così evidente, oserei dire sfacciato. C’è stato un condizionamento decisivo nella fase pre-elettorale e di conseguenza sull’esito del voto e questo, per onestà intellettuale, non può essere cancellato se non al prezzo di una grave omissione. C’è una foto che è circolata sulla rete suscitando tante reazioni perché immortala don Pasquale Irolla che si gusta lo spoglio assiso in uno dei quartier generali della lista di Cappiello, il Caffè Maresca del priore Michele Gargiulo che con i suoi comportamenti ha compromesso la figura super partes che deve avere il priore di un’arciconfraternita così prestigiosa come la “Morte e Orazione”. Purtroppo i comportamenti di chi ricopre ruoli di vertice di un’istituzione chiamano in causa l’istituzione stessa che si rappresenta, in tutti i settori”.

Identifichi in Salvatore Cappiello, attuale sindaco, e in Giovanni Ruggiero presidente del consiglio comunale e soprattutto ex sindaco quelli che definisci figli e figliastri della prima repubblica. Che significa?

“Le storie umane e politiche di tutti i personaggi sulla scena si possono classificare in queste due categorie: quella dei figli, cioè espressione dell’antica politica democristiana locale che sono rimasti sulla scena nel corso dei decenni e che si incarna in Cappiello, ma anche in Gianni Iaccarino, Luigi Iaccarino. Persone che hanno una storia politica alle spalle ed esperienze nella vita pubblica carottese da oltre 30 anni; i figliastri sono invece le nuove leve, i senza storia politicamente parlando, espressioni di comunità e sodalizi che si sono affacciati alla politica occupandone i posti chiave e da lì determinando le sorti anche della pubblica amministrazione con risultati evidentemente scadenti, ma che sembrano ininfluenti ai fini del consenso. Ruggiero è la figura simbolo dei figliastri ed è nello stesso tempo il trait d’unione con quel mondo cattolico che tanta incidenza ha e ha avuto sulle vicende politiche anche meno recenti. Oggi non se ne può non parlare perché il risultato elettorale è stato praticamente condizionato dalle ingerenze di questo sistema sulla vita pubblica. E questa è stata un’invasione di campo assolutamente eccessiva ancorché spudorata”.

Ma il tuo racconto non è condizionato dal fatto che sei stato portavoce del sindaco Iaccarino e quindi uno dei suoi più stretti referenti? Sarebbe quindi una lettura di parte quella che fai.

“Ovviamente le mie analisi e critiche riguardano l’aspetto pubblico di tutti i personaggi di cui parlo. Inoltre spiego nell’introduzione del book che certe storie, certe vicende, l’azione di certi personaggi si possono raccontare soltanto se si è vissuto dall’interno e quindi averne conoscenza diretta. Sul piano personale e professionale ho sempre cercato di essere trasparente, indipendente e in virtù di questa storia personale ho trattato le vicende che racconto senza risparmiare nessuno, neanche gli errori commessi da Iaccarino che sicuramente ha peccato di inesperienza politica, mentre si è dimostrato un amministratore pubblico eccellente preoccupato della cura del bene comune che, conti alla mani, non paga almeno nella misura che serve per essere rieletti. Se guardiamo alla storia amministrativa locale dal 1983 ad oggi vediamo che dopo il sindacato dell’arch. Antonino Gargiulo i successori sono durati tutti l’arco di una consiliatura: Gaetano Botta, Vincenzo Nastro, Geppino Russo, Luigi Iaccarino e oggi Vincenzo Iaccarino. L’unico che ha ottenuto la riconferma è stato Ruggiero che probabilmente ha beneficiato per la rielezione di un discreto primo mandato tranne poi il fallimento totale del secondo. Basta sfogliare le cronache di quegli anni per averne conferma del livello di scontro, di lacerazioni che hanno portato poi alla debacle delle elezioni 2016 quando non riuscirono a presentare la lista e Vincenzo Iaccarino divenne sindaco.  Poi questi personaggi si sono affacciati sulla scena, qualcuno in maniera incomprensibile come Luigi Iaccarino, saldandosi con i figliastri la cui espressione più rappresentativa è Rossella Russo. C’è tanto da raccontare, almeno io ci ho provato per lasciare una testimonianza di questa stagione”.

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