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Diabolik, esce al cinema il controverso film dei Manetti bros.

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Portare al cinema un’opera letteraria amatissima dal pubblico è un’operazione sempre delicata e ‘Diabolik’ non fa eccezione: il film, ispirato ai personaggi a fumetti inventati dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962, esce nelle sale cinematografiche italiane portandosi dietro aspettative e insieme timori da parte del pubblico. E questo nonostante un cast che, almeno sulla carta, dovrebbe rasserenare: Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea. È anche vero, però, che la critica italiana si è divisa sulla riuscita del film.

Diabolik, tutto sul film
La trama è ambientata verso la fine degli anni Sessanta nella città fittizia di Clerville, teatro dei mirabolanti furti di un ladro, Diabolik, che sembra impossibile da catturare. Dopo numerosi insuccessi, però, la polizia ritiene di avere trovato il modo per mettergli le manette ai polsi. Ignaro di questi sviluppi, Diabolik pianifica il furto di un diamante di inestimabile valore, portato in città dall’affascinante ereditiera Lady Kant.

La regia di ‘Diabolik’ è di Antonio e Marco Manetti, che si firmano Manetti bros. e che bazzicano da tempo il cinema di genere: vedi ad esempio ‘Zora la vampira’, ‘Piano 17’, ‘Song’e Napule’ e ‘Amore e malavita’. I due fratelli hanno anche scritto la sceneggiatura insieme a Michelangelo La Neve, loro storico collaboratore. Nel cast spiccano il Diabolik interpretato da Luca Marinelli (‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, ‘Martin Eden’), la Eva Kant di Miriam Leone (‘L’amore a domicilio’, ‘Metti la nonna in freezer’) e l’ispettore Ginko di Valerio Mastandrea (‘Perfetti sconosciuti’, ‘Non pensarci’). Accanto a loro anche Claudia Gerini, Alessandro Roia, Serena Rossi, Roberto Citran e Luca Di Giovanni.

A proposito del loro film, i Manetti bros. hanno dichiarato: “Questo film è Diabolik come lo vediamo noi e come lo amiamo da quando, bambini, abbiamo iniziato a leggerlo. Nessun tentativo di rivoluzionarlo o di aggiornarlo. Semplicemente la trasposizione in cinema delle vicende, e delle emozioni che abbiamo letto nel fumetto attraverso la nostra interpretazione e il nostro stile naturale. Nient’altro”. Inoltre: “Il nostro Diabolik possiede tutte le sfumature del fumetto, non è edulcorato, né trasformato in un Robin Hood buonista o al contrario un giustiziere della notte. È semplicemente quel che è e che tutti i fan del fumetto conoscono e apprezzano come tale. Un assassino che fa cose atroci, uno che pur di salvarsi lui fa morire un altro al suo posto”.

Le recensioni, cosa ne pensa la critica
In linea di massima la critica nostrana si è divisa: il nodo della questione è che siamo di fronte a un adattamento fedele alla fonte originale, e questo è un bene, ma che nel contempo è portato in scena in modo un po’ freddo e programmatico, i detrattori dicono senza cuore. Chi ha scritto le recensioni più positive l’ha fatto sostenendo che ‘Diabolik’ sembra freddo, ma sotto sotto coinvolge. Coloro che invece hanno firmato i commenti più negativi affermano che la superficie è anche la sostanza. Molto probabilmente il pubblico si dividerà a seconda della personale sensibilità intorno a questo elemento in particolare.

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