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De Mauro il calendario dedicato a Kowaliska, l’artista della ceramica in Costiera amalfitana che amava Positano

De Mauro il calendario dedicato a Kowaliska, l’artista della ceramica in Costiera amalfitana che amava Positano . Su Positanonews ne abbiamo parlato spesso, in un bellissimo articolo su Il Mattino ne parla Marcello Napoli
Al fin della licenza, ovvero dell’anno 2021, ecco il calendario più atteso, quello della Di Mauro Group. Non solo per le caratteristiche «giganti» del formato, 65 per 36 centimetri, per la carta e la stampa, questa effemeride è oggetto del desiderio di tanti, ma soprattutto per i suoi contenuti e per la stampa delle immagini. Non potrebbe essere diversamente per un gruppo, un marchio, che attinge da radici antiche e di qualità. Il filo conduttore dell’anno che verrà è Felicità. Ne abbiamo bisogno; è la prima parola che entrò nel cuore di Irene Kowaliska, nata a Varsavia nel 1905, che con gli artisti tedeschi reinventò e rinnovò la ceramica vietrese e la sua immagine, rimasta ferma nel tempo, da esportare in tutta Italia e nel mondo. Dall’Accademia di Arti Applicate di Vienna poi a Vietri a lavorare con Richard Dolker all’ICS. Sotto il segno della felicità, della grazia, della gioia, sfilano i mesi del 2022, da un’idea di Pietro Amos e Armando Accarino, supportati dal progetto grafico di Stefania Amos e Armando Andreoli per le riprese fotografiche, numerose, impegnative e colorate.
Si tratta di dodici stoffe, foulard, arazzi su cotone e lino, immagini da favola, da epoca bucolica, ispirati alla semplicità e sotterranea durezza dei luoghi del vissuto dell’artista: Vietri prima, tra le volute della materia ceramica da dipingere e plasmare con la ICAM di Pinto, e quella Positano così tratteggiata da Alfonso Gatto: «La meraviglia d’essere nel saldo d’un costrutto felice, il corpo caldo nella pietra che vérzica di sole. Un sogno dire queste case», scriveva Alfonso Gatto. Questo sogno si materializza nelle immagini della Kowaliska, scelte per il calendario. Le immagini sulle stoffe svoltolano una pellicola di sogno, di atmosfere mediterranee che danzano con quelle orientali; una contaminazione tra le volute ceramiche, la pittura e il ricamo; su tutto svettano i colori, l’azzurro del mare, le figure di contadini o venditori di pesce che sembra galleggino alleviati dal peso della gravità terrestre. Leggerezza, gioia, amore, semplicità, vitalità: un messaggio esplicito fuor dalle nebbie e nuvolaglie addensate in questi lunghi mesi, tra il 2020 e il 2021. Con il realismo del quotidiano e il sogno di un’artista e i capitoli del taccuino dei giorni suggeritoci dalla Di Mauro, andiamo a raccogliere i raggi di sole e i sussurri di migliori brezze e sole.
Dall’arte di dipingere su stoffe ed elargire frammenti non puntuti di sogno ai segni di Pietro Lista che omaggia l’arte contemporanea di cui è stato, ed è, protagonista: «Il suo grafismo è poesia, reportage, gesto furtivo, sfogo sessuale, scrittura automatica, affermazione di sé e anche rifiuto. Pieno d’ambiguità, come la vita stessa, catturato negli angoli dei muri, nei cortili di scuola, nei frontoni dei monumenti. Quando (Cy) Twombly scrive, ed è qui il miracolo, non vi è sintassi né logica, ma un brivido nell’essere, un mormorio che va sino al fondo delle cose», scrive Pierre Restany, a mò di guida del labirintico, criptico segno di Pietro Lista. Numeri dei mesi e cose si fondano tra di loro, tra alambicchi, caffettiere un simbolo antico e rinnovato dell’artista – nebbioline e fantasime evocazioni: l’infinito di Pistoletto, il 7 come vizi e virtù, l’Uno Tutto? L’omaggio a Twombly è un rievocare la storia di un secolo di arte contemporanea e il mezzo secolo di arte provocatoria, segnica, simbolica e caotica dalle prime esposizioni, performance dell’Arte Povera ad Amalfi. Era il 1969 e Pietro Lista era lì con tutti gli autori che hanno aperto la strada all’esuberanza, rivoluzionaria e non dell’arte.

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